Grasso: “Apprezzerei più effervescenza dal Mit”

PIACENZA– Per le inefficienze della logistica l’Italia, nel 2016, ha perso il 2% del PIL, pari a 34 miliardi di euro. La notizia non è nuova anzi, si ripete ogni anno. Queste cifre mostrano l’immagine dell’Italia che è bloccata dalla lentezza delle procedure amministrative, dalla burocrazia, dalla carenza di infrastrutture dove sarebbero necessarie e la sovrabbondanza di queste dove non servono.  In questa situazione il nostro paese  cede i traffici su mare e su gomma alla concorrenza dei principali competitor europei. Questo il filo conduttore del simposio di Piacenza nella due giorni della logistica “Logistica and Maritime Forum”. Le regole italiane della logistica sono diverse da quelle del resto d’Europa. Elemento fondamentale della logistica è la vera integrazione di tutte le modalità di trasporto che ancora è una cosa difficile in Italia”. Lo dice Sebastiano Grasso, Amministratore Delegato Business Services – Contship Italia Group, incontrato a margine del Forum piacentino (VIDEO) che aggiunge:

Nei meccanismi europei in questo momento c’è molta effervescenza, io apprezzerei di più l’effervescenza del nostro ministero dei Trasporti che con alcune misure sulle modalità, di solito poco degna di stima nel nostro paese come la ferrovia, ha lanciato una cura del ferro, anche quella dell’acqua, ma prevalentemente quella del ferroGli sconti sulla rete ferroviaria dovrebbero incentivare anche il trasporto marittimo, questo dovrebbe e potrebbe essere una normale prosecuzione delle Autostrade del mare, in modo da arrivare ad utilizzare il camion, che oggi è il mezzo più inquinante ma solo per l’ultimo miglio, dove si realizza la finalizzazione del servizio. Sulla moderna intermodalità riguardo alla strada che si è intrapresa fra Italia ed Europa, credo che ancora ci sia da ragionare”. 

Nel dicembre scorso la Commissione Europea approvava i due regimi di sostegno pubblico italiani, Ferrobonus e Marebonus, conformi alle norme UE sugli aiuti di Stato, come finanziamenti pubblici volti a favorire il cambiamento delle modalità di trasporto merci in Italia e destinati a incoraggiare la transizione del trasporto merci dalla strada alle ferrovie e al mare. Nell’approvazione la CE ne identificava le finalità: “contribuiranno ulteriormente agli obiettivi dell’UE in materia di ambiente e trasporti, mantenendo nel contempo la concorrenza nel mercato unico”. I due decreti dopo aver oltrepassato un iter di diversi mesi nell’attesa della approvazione, passavano finalmente l’esame finale della CE, il ministro Graziano Delrio per l’occasione dichiarava che poiché lo sblocco arrivava dopo 7-8 mesi lo stanziamento triennale di quasi 200 milioni, previsto per il 2016-2018, subiva uno slittamento al 2017-2019. 

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