Fedespedi-Clecat: Valorizzazione intermediari doganali, figura professionale e know-How

Dogana Livorno

MILANO – “La proposta di Riforma del Codice Doganale dell’Unione” è il tema dell’annuale Convegno Doganale di Fedespedi, VII edizione, svolto a Milano presso lo spazio Copernico e, durante il quale si è parlato della centralità della competenza doganale per l’attività delle imprese di spedizioni, competenza strategica a supporto del commercio internazionale da valorizzare e potenziare nel quadro della nuova riforma del Codice.

Ad aprire i lavori il vicepresidente di fedespedi con delega ai rapporti con l’Agenzia delle Dogane, Domenico de Crescenzo, per la Direzione regionale Lombardia ADM, Maria Preiti,  il vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali, Giuliano Ceccardi, la presidente del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali di Milano, Laura De Santis.

Il presidente di Fedespedi, Alessandro Pitto ha sottolineato: “Oggi si parla di futuro, senza perdere di vista il passato per far fronte, nel migliore dei modi, alle sfide che la realtà del commercio internazionale ci pone. Siamo, dunque, a sottolineare il ruolo centrale e il know-how assunto dagli AEO in questo scenario, patrimonio che, anche a fronte della proposta di Riforma del Codice Doganale dell’Unione, va tutelato. Siamo, dunque, soddisfatti di consegnare oggi i diplomi ai 33 corsisti dell’edizione 2023 del Corso per Responsabili delle Questioni Doganali che si aggiungono ai 197 corsisti accreditati nelle passate edizioni del Corso che la Federazione organizza ogni anno con le Associazioni Territoriali.”

Il presidente della Commissione Doganale di CLECAT (la rappresentanza europea dei freight forwarders) Dimitri Serafimoff, ha sottolineato i rischi connessi ad un potenziale aggravio delle responsabilità per il rappresentante indiretto che nella proposta di Riforma sarebbe chiamato a rispondere della conformità delle merci anche sotto il profilo non fiscale.

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Si è parlato inoltre della ristrettezza dei tempi per l’analisi delll’articolato testo, 265 articoli, di cui è prevista la votazione nella primavera del 2024, e la disponibilità a raccogliere contributi e osservazioni sulla proposta dall’Agenzia delle Dogane e dalle rappresentanze associative di settore.

E’ stato evidenziato l’impatto della riforma del CDU sull’operatività delle autorità doganali nazionali e, come la proposta punti alla semplificazione, all’uniformità dei processi doganali con risparmio di costi per le imprese e le autorità doganali, all’introduzione della gestione dei rischi a livello dell’Ue, al miglioramento delle capacità delle autorità doganali di riscuotere le entrate doganali e fiscali e a ridurre le frodi nel settore del commercio elettronico.

Ulteriore novità saranno, infine, introdotte in materia di sanzioni, con l’obiettivo di assicurare un’uniforme applicazione tra gli Stati membri di disposizioni contro le violazioni della normativa doganale e per evitare una distorsione della concorrenza. Da sottolineare che al progetto di Riforma del Codice si affianca la Legge Delega di Riforma Fiscale 9 agosto 2023 n. 111, che prevede un importante revisione del sistema sanzionatorio al fine di garantire che siano rispettati i principi unionali che prevedono sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive.

 

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