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Extra costi, caro carburanti e mancanza di autisti - Autotrasporto, situazione fuori controllo

Si inasprisce il rapporto tra l'Autotrasporto e il governo, l'incontro di giovedì scorso tra gli autotrasportatori e la viceministra Teresa Bellanova, Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, non ha prodotto i risultati sperati dalla categoria, considerando insoddisfacenti le risposte date alle associazioni datoriali.

Le istanze

La situazione vede le associazioni sempre più scollate dalle imprese e non più in grado di fare fronte alle proteste della categoria che prendono piede nel Paese, soprattutto al sud. Queste in breve le istanze:
- Risorse per calmierare gli extra costi derivanti dall'impennata del prezzo dei carburanti;
- Il ritorno ad un sistema dei costi minimi che consenta di scaricare gli aumenti sui committenti;
- Un impegno comune di fronte alle nuove norme previste dall'Unione europea per regolare il mercato;
- Una risposta in termini di forte semplificazione burocratica per affrontare la gravissima carenza di autisti.

L'appello al governo di Trasportounito

«I fermi a catena di aziende di autotrasporto che, specie nell'area del centro-sud, non sono più in grado di assorbire e sopportare gli extra costi del carburante, sono la prova tangibile di una situazione ormai fuori controllo e di disposizioni di legge che sono totalmente inadeguate a tutelare le imprese, perché sono nei fatti inapplicabili». Questa la denuncia di Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, associazione datoriale dell'Autotrasporto.

«La reazione a catena si è innescata» - ha sottolineato Longo - «la responsabilità di quanto sta accadendo, ma specialmente di ciò che potrà accadere nelle prossime ore e nei prossimi giorni, ha un padre e una madre. Da un lato, un governo che non ha ancora compreso quanto sia indispensabile, in un Paese che si considera civile, disporre di un autotrasporto funzionale, corretto ed economicamente sostenibile; dall'altro, i vertici delle associazioni dell’autotrasporto, ormai incapaci di generare tutele e governare i processi e, quindi, troppo distanti dalle esigenze della stragrande maggioranza delle imprese».

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