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Confetra: "Industria e export crescono, ma i rialzi divoreranno la ripresa" - Almanacco Logistica 2022

Almanacco della Logistica 2022 di Cofetra, restituisce la fotografia del nostra Paese nei settori specifici che compongono la logistica - A seguito della guerra russo-ucraina «tutte le materie prime hanno subito fortissimi rialzi. Tutto ciò non può che avere un impatto pesante, questi rincari divoreranno, purtroppo, una parte importante della ripresa».

ROMA - «Il 2021 logistico mostra un settore che, seppur duramente colpito dall’impatto della pandemia, ha saputo reagire con forza recuperando i volumi movimentati in quasi tutti i comparti» - Con queste parole Guido Nicolini, presidente di Confetra, Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica, introduce l'ALMANACCO DELLA LOGISTICA 2022, lo studio annuale elaborato dal Centro Studi Confetra rivolto che mostra la fotografia delle principali fattori che nell'anno 2021 hanno caratterizzato e determinato l'andamento e i risultati di ciascun comparto che compone nella globalità la logistica: la strada, l'aereo, il mare, il ferro, gli interporti, l'e.commerce.

«Le ingenti risorse destinate dal PNRR alla logistica» - prosegue Nicolini - «e non soltanto alle infrastrutture, sanciscono definitivamente il ruolo cruciale svolto dal nostro settore per il Paese emerso con il diffondersi della pandemia. Un Paese incentrato sulla manifattura, ma privo di materie prime che ha nelle esportazioni il principale traino del Pil ormai da oltre un decennio non può fare a meno di una supply chain efficiente.

Il forte rimbalzo della produzione industriale italiana nel 2021 (+11,8 per cento) ha portato ad una consistente ripresa degli scambi con l’estero sia in import che in export e, conseguentemente, una buona ripresa della logistica in tutte le modalità di movimentazione delle merci, con le dovute differenze. Il Prodotto Interno Lordo ha fatto registrare una crescita del +6,6% non sufficiente a recuperare la forte contrazione dell’anno pandemico (-3,0 per cento rispetto al 2019) e le componenti che hanno trainato questa ripresa continuano ad essere, ma del resto lo sono da oltre dieci anni, le esportazioni e in misura minore le importazioni.

Scarica il pdf dell'Almanacco della Logistica 2022  -

 

Le imprese della logistica in Italia i numeri:

Le imprese attive in Italia nel  comparto della logistica  nel 2021 ammontano ad un totale di 108.503 (-2,1%) per un numero di addetti pari a 996,939 (+3,0%).

Trasporto terrestre di merci (strada e ferrovia) 75.814 imprese e 425,669 addetti
Trasporto marittimo di merci 615 imprese - e 10.251 addetti 
Trasporto aereo di merci 39 imprese e 1321 addetti
Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti 25.642 imprese - e 423.862 addetti
Servizi postali e attività di corriere 4371 imprese - e 135.836 addetti

Trasporto terrestre su strada

Il traffico stradale e autostradale dei veicoli pesanti ha recuperato il dato pre-pandemico e, anche in questo caso, il traffico ai valichi alpini ha fatto da traino (+6,8 per cento rispetto al 2019). Anche le merci movimentate per via aerea hanno fatto registrare una forte espansione che ha consentito il recupero integrale dei volumi del 2019.

Il Traffico stradale in Italia nel 2021 vede un parco circolante di 5.041.801 veicoli pesanti, di cui nuove immatricolazioni pari a 207.123, dato che sottolinea la crescita pari al +25,8% rispetto al 2020, ma anche rispetto al 2019 +3,9%. Le regioni del Paese dove le immatricolazioni sono state maggiori sono: Lombardia, Piemonte, Toscana e  Trentino Alto Adige - (dati da 20.001 a 40.000 unità) -

Parco circolante per regione - La regione del Paese dove si riporta un parco circolante maggiore è la Lombardia (più di 700.000 veicoli). Seguono Veneto, Campania e Sicilia (tra 401.00 e 500.00). Seguono Piemonte, Toscana, Campania, Puglia (tra 301.000 e 400.00) - seguono  Liguria, Trentino, Marche, Calabria Sardegna (tra 101.000 e 300.000).

Nel 2022 salgono i dati relativi ai transiti ai valichi alpini: +13,6 rispetto al 2020 e +6,8% rispetto al 2019 dato che che trova conferma nella crescita dell'export. Maggiore numero di transiti al Brennero 2.479.169 (+7,1%). seguito da Ventimiglia 1492.090 e dal passo del Travisio 1.410.821 (+14,8%) un dato da sottolineare è il traffico: Trieste Lisert 1691.100 (+17,9%). 

L'Aereo

Abbiamo assistito, inoltre, ad una forte polarizzazione del traffico nello scalo di Milano Malpensa che è arrivato a gestire quasi il 73 per cento dell’intero traffico nazionale. Il traffico ferroviario, dopo aver mostrato la sua resilienza durante la pandemia, non ha interrotto il suo trend di crescita sia in termini di treni-km (+13,5 per cento) sia di tonnellate di merce trasportata (+16,6 per cento), un andamento indice di treni sempre più pesanti.

Settore marittimo

Molto più variegato è l’andamento del settore marittimo dove ad un sostanziale recupero del traffico contenitori gateway dei volumi pre-pandemici si è affiancata una consistente crescita di quello di transhipment (legato alle performance di Gioia Tauro) ed una consistente contrazione delle rinfuse liquide (-10,4 per cento). Bene il traffico Ro-Ro che recupera e supera abbondantemente i volumi del 2019, così come le rinfuse solide che grazie al forte rimbalzo si portano a -4,8 per cento dai volumi pre-pandemici.

Guerra

Non in ultimo Nicolini affronta il tema della guerra: “Pensavamo di intravedere la luce in fondo al tunnel dopo due difficili anni ma dobbiamo, purtroppo, affrontare questa ulteriore terribile crisi legata al conflitto russo-ucraino. Anzitutto auspichiamo si trovi il prima possibile una soluzione pacifica che ponga fine al drammatico esodo dei profughi e alla perdita di vite umane. Ma anche dal punto di vista economico lo scenario è di grande incertezza. Sappiamo, purtroppo, che ci sono effetti psicologici che impattano sulle vicende economiche quanto e forse ancor di più di fattori oggettivi. In una fase come questa, quindi, è difficile sostenere una ripresa degli investimenti e una capacità del tessuto industriale privato di agganciare le sfide della transizione digitale e ambientale. Tutte le materie prime hanno subito fortissimi rialzi, da quelle legate all’energia a quelle dell’ambito alimentare. Tutto ciò non può che avere un impatto pesante, tutti gli analisti convergono nel dire che questi rincari divoreranno, purtroppo, una parte importante della ripresa».

 

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