Arcelor Mittal: L’Autotrasporto sul piede di guerra minaccia lo stato di agitazione

Autotrasporto Ilva

Le associazioni dell’Autotrasporto: ANITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FAI, FISI, FITA-CNA scrivono al Governo e annunciano la proclamazione dello Stato di agitazione delle imprese di autotrasporto fornitrici di Arcelor Mittal. L’azienda infatti ha disatteso gli impegni presi, compreso il blocco, da molti mesi, dei pagamenti  per i servizi all’autotrasporto; Durante tutto questo periodo le stesse imprese hanno anticipato, e continuano ad anticipare, i costi di produzione.

Le associazioni in una nota congiunta annunciano lo stato di agitazione a tutela dei diritti delle imprese di autotrasporto preavvisando che, in assenza di risposte soddisfacenti ed immediate da parte di Arcelor Mittal, non si esclude il ricorso a iniziative di protesta mirate, ivi compreso il fermo dei servizi di trasporto stessi.

si legge nella lettera:
«Le imprese di autotrasporto forniscono un servizio indispensabile per la piena funzionalità della attività siderurgica di Arcelor Mittal in Italia. Nel corso dell’ultimo anno, tuttavia, sono emerse diverse criticità inerenti al rapporto tra le imprese che rappresentiamo e l’azienda in questione; criticità che permangono ed anzi si acuiscono nonostante gli impegni assunti da Arcelor Mittal nei diversi incontri avuti con le scriventi associazioni. Ad oggi si lamentano, su tutto, impegni disattesi relativamente a pagamenti per servizi già erogati. Tali inadempimenti pesano fortemente sulla continuità operativa di imprese di autotrasporto che già nel recente passato non hanno potuto recuperare ingenti crediti maturati con la precedente gestione ILVA».

Le imprese inoltre lamentano:
• La posizione di forza di Arcelor MIttal rispetto ai numerosi fornitori le ha consentito di ingenerare un intollerabile sbilanciamento in proprio favore nella definizione dei rapporti contrattuali, al punto da cagionare in alcuni casi l’esclusione unilaterale di imprese che da sempre collaboravano con il siderurgico.
• Un atteggiamento dilatorio che, unitamente alla carenza di punti di riferimento fissi nell’interlocuzione circa le questioni aziendali, getta un’ombra di persistente incertezza su un futuro già di per sé complesso, rendendo il clima di lavoro insopportabile e la preoccupazione degli imprenditori non oltre sostenibile.

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