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“Sì, Livorno va avanti” - Salvetti, porto e infrastrutture: "Basta ricorsi al Tar"

Riuniti a Livorno, i rappresentanti delle categorie economiche e sindacali del territorio, insieme alla Camera di Commercio, per consegnare al mondo della politica un “pacchetto” di priorità irrinunciabili per la crescita economica della città e della provincia. 

di Nicolò Cecioni

LIVORNO - Smetterla con le guerre intestine che per anni sono state la causa della crisi del porto di livorno, realizzare velocemente la Darsena Europa e continuare con lo sviluppo dell'Interporto, collegando la costa della Toscana ai circuiti infrastrutturali dell'Europa.

Passa da questi punti il futuro del porto di Livorno e di tutto l'indotto livornese. Oggi pomeriggio alla Camera di Commercio della città labronica il presidente della Regione Enrico Rossi, il sindaco di Livorno Luca Salvetti e Riccardo Breda, il presidente della Camera di Commercio di Maremma e Tirreno hanno illustrato i risultati del Tavolo di Lavoro per lo sviluppo del territorio della provincia di Livorno all'interno di un documento chiamato “Sì, Livorno va avanti”.

«L'idea di fondo di questo documento – ha detto Rossi – è che occorrano seri investimenti per garantire una prospettiva di sviluppo alla costa toscana. Occorre puntare sul lavoro. Bisogna stare attenti a non diventare una regione che si siede e che vive di rendita. Nell'interno si viaggia molto più veloci rispetto che sulla costa e questo è un grosso problema. Se andassimo tutti alla stessa velocità, la Toscana sarebbe la prima regione d'Europa». E per ridurre questo gap, Livorno non può far altro che puntare sul suo porto. «Che errore – ha detto Rossi – non aver fatto un piano strutturale per tempo. Serviva anni fa, invece tutto è ritardato per colpa di diatribe interne e guerre intestine che fanno solo il male del porto e della città. A Savona sono intervenuti per contenere l'insabbiamento, aggiudicandosi tantissimi investimenti e sovvenzioni. Dovevamo farlo anche qui. Devono partire, inoltre, i lavori della Darsena Europa perché si è già perso fin troppo tempo. Questo porto non può continuare ad avere un ruolo marginale ma, attraverso lo scavalco ferroviario, deve interagire sempre di più con l'interporto di Collesalvetti e, di conseguenza, con i traffici commerciali europei. Purtroppo, però, in soccorso della costa toscana si è mossa solamente la Regione che in pochi hanno ha stanziato ben 700milioni di euro. Da Roma ne sono arrivati solo 50. Troppo pochi per consentire a un territorio difficile come quello della provincia di Livorno di svilupparsi».

Della stessa opinione, ovviamente, anche il sindaco Luca Salvetti: «Basta con i continui ricorsi al Tar – ha detto il primo cittadino – le diatribe interne devono finire. Serve una prospettiva unitaria e un interesse comune che plachi i mal di pancia. Dobbiamo tutti guardare verso il futuro congiuntamente. Sennò non ci muoviamo. Giovedì la nostra assessora Barbara Bonciani sarà a Cadice a presentare i progetti che questa amministrazione ha per il suo porto e per dire all'Europa che Livorno c'è».

Riccardo Breda, presidente della Camera di Commercio, ha poi affrontato il discorso legato al corridoio tirrenico, necessario allo sviluppo del territorio. «Per attrarre nuovi investitori – ha detto nel suo intervento introduttivo – è necessaria la realizzazione di una strada a rapido scorrimento che unisca il porto di Livorno con quello di Piombino e che colleghi i due porti alle principali reti stradali d'Italia. Livorno deve inserirsi nel collegamento tra Milano e Roma, connettendo la costa all'interno e permettendo al commercio locale di interagire con quello nazionale ed europeo».

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L'iniziativa è stata pertanto l'occasione in cui i rappresentanti delle categorie economiche e sindacali del territorio, insieme alla Camera di Commercio hanno consegnato  al mondo della politica un “pacchetto” di priorità irrinunciabili per la crescita economica della città e della provincia. Priorità che partono dal quadro economico del territorio per calarsi poi nel vivo dei problemi irrisolti e per concludere con tre priorità assolute, tre sì che chiedono risposta:

  • prima di tutto la realizzazione/completamento delle infrastrutture - portuali, viarie, ferroviarie - con un preciso cronoprogramma dettagliato che indichi cosa è stato fatto finora e quali sono le prossime tappe. Il documento indica la Darsena Europa e il Corridoio tirrenico.

  • poi, un sì alla qualità del lavoro, all’occupazione e alla formazione: il documento chiede di puntare a creare profili professionali rispondenti all’effettiva ed emergente domanda di lavoro locale, costruita per rispondere alle esigenze delle imprese e del mercato.

  • Infine, un sì alla competitività delle imprese: che significa sburocratizzazione, impegno a semplificare, utilizzo di fondi già stanziati ma non operativi, ricorso celere a strumenti capaci di aumentare l’attrattività del nostro territorio: tra tutti il riconoscimento di ZES/ZLS per l’area livornese.

 

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