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Recovery fund - Il successo italiano fondamentale per il successo dell'Europa

ROMA - Dall'Europa è arrivato il benestare della Commissione Europea per il PNRR italiano che è stato promosso a pieni voti. Oggi arriverà l’ufficializzazione, ma dalle anticipazioni dalle agenzie risulta che nei documenti presentati dalla Commissione europea siamo stati promossi. Buona notizia per l'Italia che ha ricevuto tutte A, cioè il massimo voto e una B alla voce "costi", come per gli altri piani approvati fino ad ora. La Commissione europea, pertanto, ha dato il via libera al 13% di pre-finanziamento all’Italia, ovvero 25 miliardi di euro che dovrebbero arrivare a breve in Italia.

La Commissione ha avviato il passaggio con la procedura scritta e per ogni criterio verrà assegnata  una pagella, nella quale  fino a oggi, tutti i paesi valutati hanno ricevuto la promozione, tra questi Spagna, Portogallo e Grecia. Una valutazione sulla base dei diversi criteri, tra cui l’adeguatezza rispetto alle raccomandazioni di Bruxelles, l’impatto positivo su mercato del lavoro e crescita economica e impatto negativo su ambiente, adeguatezza dei costi e del sistema di monitoraggio.

Oggi verrà consegnato la "pagella", che il premier, Mario Draghi, riceverà nell'incontro a Roma con la presidente, Ursula Von der Leyen.

Per l'Italia, forse, si temeva che il Paese non fosse pronto all'appuntamento, ma la promozione italiana è un dato positivo non solo per il nostro Paese ma anche per l'Unione Europa, perchè del debito comune di aggregazione europea, che è il Recovery fund, l'Italia è un tassello fondamentale. Il Piano italiano è infatti quello che riceverà maggiori finanziamenti, oltre 200 miliardi sui 750 miliardi mobilitati da Bruxelles.

Pertanto il successo italiano potrà catalizzare l'aggregazione europea, ed essere un bene per tutta l'Europa. Poichè se questo progetto funzionerà in Italia, l'Europa acquisirà maggiore forza di integrazione, mentre se il nostro Paese dovesse fallire, il Recovery fund anzichè essere un elemento di aggregazione per superare la crisi, potrebbe rappresentare l'inizio di una disgregazione europea, ovvero la presa d'atto che è impossibile coesistere per la troppa diversità  tra i Paesi.

 

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