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Ripartenza crociere- Assiterminal al Governo: "Urgente il Protocollo per la sicurezza"

Crociere: la sicurezza prima di tutto, il Governo approvi con urgenza il Protocollo per far ripartire le crociere e l’economia del Paese.

Il Governo, assieme ad esperti del settore e operatori, sta lavorando da tempo alla redazione del “Protocollo sulle misure per la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 a bordo delle navi da crociera”, il progetto è pronto da settimane ed è condiviso con tutti gli interessati.

La stessa Unione Europea ha già indicato le proprie linee guida, sentiamo forte quindi l’urgenza che questo protocollo venga approvato con celerità per consentire la ripresa delle crociere e con essa il lavoro e l’economia correlata. Servono tempi tecnici per organizzare una ripartenza in piena sicurezza ma soprattutto tempi certi per consentire ai terminal portuali e alle compagnie di navigazione per organizzare le strutture a terra e le navi. Ancor più c’è la necessità di poter richiamare finalmente al lavoro i lavoratori che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali e ora chiedono a gran voce di tornare ad essere operativi.

L’Italia, approvando questo protocollo, ha la grande opportunità di fare scuola a livello europeo e mondiale dimostrando che la crocieristica può ripartire in piena sicurezza grazie a misure che tutelano i passeggeri, gli equipaggi e gli operatori portuali ma anche tutte le comunità locali che da sempre traggono beneficio (non solo economico) dalle crociere e da tutta l’economia di fornitura e gestione che le ruota attorno.

Sul tema é intervenuto il presidente di Assiterminal, Luca Becce- “L’Italia, con orgoglio, è da sempre il Paese leader nel Mediterraneo come destinazione principale e per numero di passeggeri imbarcati nei cosiddetti home port. Un primato di cui andare fieri e che ci spinge ancora di più a volte fare da apripista a una ripartenza sicura”, ha sottolineato  il presidente di Assiterminal.

Il 2019 è stato anno record: più di 12,2 milioni di passeggeri (+10,4% vs 2018) 13 regioni interessate e 4 porti italiani nella top ten del mediterraneo. Con 50 scali/destinazioni in Italia il volume dei passeggeri delle crociere rappresentava il 20% del totale passeggeri movimentati nei nostri porti.

L’Italia è stato anche il paese europeo che beneficia maggiormente del business generato dal turismo crocieristico con un impatto economico complessivo stimato in 14.5 miliardi di euro.

I posti di lavoro attivati dal comparto sono stati circa 125.000 (il 30% del totale europeo) mentre gli occupati diretti sono stati 53.000 per 1,7 miliardi di euro di retribuzioni
Le ricadute economiche non derivano solo dalla posizione strategica dell’Italia al centro della produzione dell’offerta itinerante (grazie al suo patrimonio storico/culturale e naturalistico) ma anche dalla forte presenza di un settore navalmeccanico che ha saputo nel tempo capitalizzare know how e diversificare gli investimenti in ricerca e sviluppo: delle 118 navi che erano previste in consegna sino al 2027 43 saranno realizzate nel nostro Paese.

Per il 2020 il settore stimava una crescita sino a 32 milioni di crocieristi ma la pandemia ha di fatto bloccato il settore con una riduzione stimata almeno del 70%. Il 2020 è e sarà dunque molto diverso, per 90 giorni di sospensione (e siamo già andati oltre) i dati stimano una perdita economica diretta per il Paese di 1,4 miliardi di euro e di oltre 9000 posti di lavoro per non parlare dell’indotto.

“Bisogna fare presto, la ricaduta totale di questo stop ha messo a rischio 3,5 miliardi di mancata ricaduta economica complessiva e oltre 24 mila posti di lavoro. Tutti assieme possiamo dettare la linea per ripartire, tutto il comparto ne ha bisogno e lo può fare in sicurezza, dimostriamo ancora una volta di essere leader e restituiamo al nostro Paese un business che sa e può essere trainante per l’intera economia nazionale”, ha concluso Becce.

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