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Come il Covid ha penalizzato ingiustamente le navi, mezzi di trasporto e luoghi di vacanze sicuri

La nuova pandemia rappresenta una grande sfida per il settore marittimo per il quale sono in corso importanti cambiamenti nelle pratiche e nelle procedure della sicurezza sanitaria, per la tutela di marittimi, passeggeri, porti e territori. Argomento oggi al centro di ampi dibattiti.

Isabella De Martini

«La nave é il luogo piú sicuro, dal punto di vista sanitario, per viaggiare e fare vacanze» - «La ‘Best Practice’ per affrontare contagi è nata e si è sviluppata nel Mondo Marittimo più che a terra. La necessità di prevenire ed affrontare i contagi si è infatti resa necessaria con i grandi flussi migratori dell’inizio del secolo scorso, per contrastare le epidemie di tifo, colera ed altre patologie infettive. Termini come quarantena e passaporto sanitario hanno, come ben sappiamo, le loro radici in quel periodo storico.

Da allora le Navi sono diventate un modello per quanto riguarda l’alto standard in materia di salute, protezione dell’Ambiente, sicurezza e prevenzione, sotto la guida dell’IMO (International Maritime Organization) che ne garantisce standard di eccellenza. Oltre ad un luogo sicuro le Navi da Crociera sono quindi diventate una magnifica opportunità di vacanza attraverso la quale visitare il Mondo intero in sicurezza.

L’impatto improvviso e devastante del Virus Covid-19 e l’impatto mediatico attirato da alcune Navi vittime dell’epidemia, ha penalizzato molto ingiustamente, la reputazione guadagnata a pieno titolo in decenni di straordinario impegno da parte delle Compagnie di Navigazione.

La prevenzione e l’attenzione alla salute pubblica sulle Navi hanno, infatti, sempre avuto qualche marcia in più rispetto a ciò che avviene a terra, proprio per i controlli stringenti e più facilmente applicabili in un ambiente confinato. Una rigorosa selezione e preparazione dell’equipaggio, training continui, ispezioni e audit regolari non hanno paragoni con ciò che avviene a terra. Gli standard di pulizia sono quasi ossessivi e di routine.

Prendiamo ad esempio la battaglia, combattuta e vinta, a Bordo, con un altro Virus: il Norovirus, che causa gastroenteriti. Come per il Coronavirus ci si può contagiare attraverso una persona malata, superfici, acqua o cibo. Bene, attraverso rigorose procedure, in atto a Bordo di tutte le Navi, la percentuale su 74 Milioni di passeggeri che hanno contratto l’infezione fra il 2008 e il 2014 è stata dello 0,002%, mentre la percentuale di chi lo contrae a terra è del 6% della popolazione generale.

Battaglia vinta attraverso la partecipazione ad un programma chiamato Vessel Sanitation Program (VSP) del Center for Disease Control (CDC) di Atlanta, al quale le Compagnie di Crociere aderiscono. Ma si continua a vigilare, giornalmente, attraverso le Autorità sanitarie locali dei vari Paesi anche nei confronti di altre patologie, quali la Legionella, la SARS e la MERS. In ognuna di queste evenienze la Navi hanno sempre dimostrato di avere superato ogni minaccia, e di essere il luogo più sicuro dove passare le proprie vacanze e dove lavorare.

Non c’è dubbio che questa nuova Pandemia rappresenti una grande sfida e che siano in corso cambiamenti nelle pratiche e nelle procedure, per tutelare, ancora una volta, con la migliore ‘ Best Practice’ passeggeri ed equipaggi. Ma anche questa battaglia sarà vinta per primi dalla Gente di Mare, così come sempre dimostrato dalla Storia della Medicina e della Marineria, perché noi Marittimi siamo persone abituate da millenni a regole, solidarietà e discipline ferree, che disciplinano ogni aspetto della vita di Bordo.

L’Italia sta dando un grande esempio in questa circostanza, con la ripartenza delle Navi MSC e Costa, due Compagnie che hanno generosamente investito sulla sicurezza di passeggeri ed equipaggio, adottando misure straordinarie. L’effettuazione di tamponi a tutti, prima dell’imbarco, e la decisione di consentire escursioni a terra solo sotto uno stretto controllo sanitario, si tanno dimostrando un’arma vincente per rassicurare clientela, stampa e non da ultimo i Governi che devono autorizzarne l’approdo.

L’auspicio è che tali pratiche vengano applicate anche per le Navi traghetto, che trasportano migliaia di passeggeri fra le isole ed il continente e per i quali, a tutt’oggi, l’effettuazione di un tampone non è richiesta».

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La Professoressa Isabella De Martini, è Medico, è stata Docente Universitario sia negli USA che in Italia, ex Parlamentare Europea. Ora Svolge l’attività di Medico di Bordo per passione. Risiede a New York e collabora con le più importanti Compagnie di Navigazione. E’ Membro di WISTA e Socia del Propeller Club di Venezia.

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