Dalla tradizione all’innovazione: Genova Industrie Navali tra crescita record e nuove frontiere digitali (FOTO)

Il gruppo genovese accelera sulla trasformazione digitale con l’ingresso in Moons: crescita, investimenti e nuove sfide nella cantieristica globale
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GENOVA – Genova Industrie Navali (GIN) primo polo privato della cantieristica navale nazionale e uno dei principali player nel Mediterraneo, entra nella sesta rivoluzione industriale con un ulteriore passaggio nella strategia industriale orientata all’innovazione, alla sostenibilità e all’eccellenza progettuale.
Passaggio che il Gruppo ha annunciato in conferenza stampa, con l’ingresso nell’innovation company Moons, azienda specializzata nell’affiancamento delle imprese nei percorsi di trasformazione digitale.

L’incontro, svolto presso la San Giorgio del Porto, è stato anche l’occasione per fare il punto su crescita, investimenti e nuove sfide globali.
Ferdinando Garrè, amministratore delegato e presidente di GIN, insieme agli altri membri del Consiglio di amministrazione: Marco Ghiglione, Marco Bisagno, hanno illustrato numeri e grafici.
Presenti inoltre: Umberto Bisagno, Matteo Garrè, Pierenrico Beraldo (Chantier Naval de Marseille) e Andrea Teja ceo Moons.

Collettiva Gruppo GIN Dalla tradizione all’innovazione: Genova Industrie Navali tra crescita record e nuove frontiere digitali (FOTO)
Da sinistra: Matteo Garrè, Marco Ghiglione, Marco Bisagno, Ferdinando Garrè, Andrea Teja, Pierenrico Beraldo, Umberto Bisagno

I NUMERI
Genova Industrie Navali ha chiuso il 2025 con oltre 500 milioni di euro di valore prodotto, confermandosi tra i principali protagonisti della cantieristica navale nazionale ed europea. Nel corso dell’anno il gruppo ha portato avanti più di 200 progetti tra riparazioni e refit, mentre sono sei le navi attualmente in costruzione. Un’espansione che si riflette anche sull’occupazione: i dipendenti diretti hanno raggiunto quota 850, con un incremento di 100 unità negli ultimi due anni. Intorno al gruppo ruota inoltre un sistema produttivo altamente specializzato, capace di generare un indotto medio di oltre 2.000 addetti e di coinvolgere più di 3.000 fornitori, a testimonianza del peso crescente dell’azienda nel tessuto industriale del settore.

Questo ingresso in Moons -ha spiegato l’azienda – testimonia la volontà del Gruppo di proseguire nel proprio percorso di crescita attraverso una strategia industriale orientata all’innovazione, alla sostenibilità e all’eccellenza progettuale. Negli ultimi anni GIN ha infatti investito circa 60 milioni di euro in quattro anni in nuovi business e infrastrutture, di cui 8 milioni destinati alla ricerca e sviluppo.
«L’investimento in Moons rappresenta per il Gruppo un ulteriore passo nel percorso di crescita che portiamo avanti fin dalla nostra nascita – ha sottolineato Ferdinando Garrè – “La nostra filosofia è quella di mettere in relazione competenze diverse per competere in modo più efficace, mantenendo al tempo stesso l’autonomia e l’elevata specializzazione delle singole realtà. In questo senso, la collaborazione con una realtà innovativa focalizzata su digitale e intelligenza artificiale come quella di Moons, rappresenta un’opportunità di crescita per entrambe».

“Moons non si occupa di consulenza” – è intervenuto il ceo di Moons– “ma fa trasformazione, sviluppo di prodotti tecnologici e costruzione di start-up insieme ai clienti, con l’obiettivo di realizzare prodotti innovativi e avviare nuove imprese in collaborazione diretta con il cliente”.

«Il preventivo per la costruzione di una nave può essere elaborato in un solo giorno da un algoritmo, su una piattaforma di proprietà del Gruppo, lavoro che in passato richiedeva ben più di un mese, integrando il costo totale della nave, il cash flow e la capacità produttiva». E’ questo l’esempio concreto portata dal ceo di Moons per l’elaborazione di un preventivo, operazione in grado di dare un vantaggio commerciale rispetto ai competitor.

«Si tratta di una visione di innovazione strategica – ha illustrato Teja– finalizzata a diffondere l’approccio di trasformazione digitale e ottimizzazione dei processi, replicabile in tutte le società del gruppo GIN e con un impatto molteplice. Per questo motivo, GIN ha compreso l’importanza di dotarsi di una innovation company».
Evidenziando, inoltre, come il contesto attuale sia quello della sesta rivoluzione industriale, e che la principale criticità risiede nella rapidità del cambiamento, significativamente superiore rispetto alle precedenti fasi evolutive, al punto da non consentire ritardi nell’adeguamento.

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GENOVA INDUSTRIE NAVALI
GIN nasce nel 2008 a Genova, ma riunisce realtà con oltre un secolo di storia. Il gruppo deriva infatti dall’unione di due storici cantieri navali: T. Mariotti e San Giorgio del Porto. Il primo: specializzato nella costruzione di navi da crociera di lusso, navi militari super tecnologiche e yacht, mentre il secondo dedicato alle riparazioni, manutenzioni e trasformazioni su ogni tipologia di nave.

Dell’unione tra i due cantieri ne parla uno dei protagonisti dell’operazione, Ferdinando Garrè «dopo 80 anni di battaglie e competizioni» – «abbiamo deciso di stringerci la mano, senza grandi new diligence, metterci insieme sarebbe stato l’unico modo per poter crescere, in un comparto che aveva subito periodi di crisi».

Oggi GIN è la holding che partecipa 10 società controllate e 11 collegate nel comparto della cantieristica navale, cantieristica del diporto e cantieristica industriale, quest’ultima con l’acquisizione dei cantieri di Piombino. Nell’azionariato del gruppo siedono pariteticamente le famiglie genovesi: Bisagno – Zanetti (al 34%) proprietaria di T. Mariotti, Garrè (al 34%) proprietaria della San Giorgio del Porto, inoltre Finsea (Negri) al 17% e Fincantieri (15%).

Il Gruppo oggi può contare su più di 400.000 metri quadrati di infrastrutture distribuiti tra Genova (86 mila mq), Marsiglia (172 mila mq) e Piombino (180 mila mq) per 20 metri di pescaggio.
«Utilizziamo 5 bacini di carenaggio a Genova, attraverso la società Ente Bacini, siamo il maggiore utilizzatore, e gestiamo 3 bacini di carenaggio a Marsiglia» – specifica Garrè – «Siamo stati un po’ obbligati a crescere» – a Marsiglia e Piombino – «senza questi progetti probabilmente oggi non esisteremmo più. Anche Genova gode del beneficio di questi investimenti, infatti molte aziende liguri vanno a lavorare in questi siti» sottolinea Garré.
Attraverso questi spazi e questi investimenti il gruppo è riuscito ad accedere a mercati che in precedenza risultavano difficilmente raggiungibili. Come nell’Off-shore, oppure la costruzione per ENI di piattaforme per il trattamento della CO2 attraverso un accordo con il cantiere Rosetti Marino.

Il general manager Marco Ghiglione spiega che il gruppo rappresenta l’unica realtà in grado di coprire l’intera filiera, dalla costruzione, ai mezzi per il varo, fino alla demolizione delle navi, evidenziando come San Giorgio del Porto sia l’unico cantiere in Italia iscritto all’albo delle aziende autorizzate alla demolizione. Aggiunge inoltre che il gruppo opera trasversalmente nella blue economy, collaborando anche con altri cantieri, come Baglietto, «un approccio che consente di mantenere elevati livelli di specializzazione e competitività, supportati da progetti di innovazione e sostenibilità ambientale».

I PROGETTI
Attualmente sono in costruzione sei navi tecnologicamente avanzate, «mentre in passato si realizzavano una o due unità in contemporanea»- sottolinea il manager –  «a conferma dell’elevato livello qualitativo dei progetti sviluppati.»

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Nella filosofia del gruppo, le aziende operano in modo sinergico, collaborando sia all’interno sia con altri cantieri. All’aumentare della complessità tecnologica dei progetti, diventa infatti fondamentale il coinvolgimento di partner in grado di contribuirne alla realizzazione. Il cuore delle attività resta comunque infragruppo, pur prevedendo il ricorso a subappalti.

PIOMBINO
«Crediamo veramente tanto nel sito di Piombino, anche dal punto di vista degli spazi» –dice Ghiglione, lo testimoniano gli investimenti sostenuti dal Gruppo nel sito toscano – «oltre 10 milioni di euro, per la costruzione di una panel line di ultima generazione» – un impianto industriale automatizzato per costruire pannelli, concepito per incrementare la capacità produttiva e che diventerà operativo nel corso del 2026.

Attualmente a Piombino sono in costruzione tre imbarcazioni di dimensioni contenute, ciascuna di circa 70 metri: due MTC per la Marina Militare e l’Oceanografica per ISPRA. I lavori sono stati appaltati dal T. Mariotti a Piombino Industrie Marittime (PIM), la società del gruppo attiva sullo scalo toscano, partecipata per il 50% da San Giorgio del Porto e per il restante 50% dal gruppo livornese F.lli Neri.
Quindi investimenti mirati ad aumentare la capacità produttiva e per costruire unità più grandi fino a 200 metri: traghetti tecnologici, navi da crociera di lusso, navi militari – «Per rispondere ad un nuovo mercato fatto sia di navi tecnologiche militari-logistiche, traghetti, imbarcazioni ad alte prestazioni, sia a vela che a motore, infine navi da crociera ultra lusso di piccole dimensioni.»

«Stanno entrando nel mercato crocieristico nuovi operatori» – specifica Ghiglione, come la compagnia Aman at Sea del Gruppo Aman, che ha affidato ai T. Mariotti la costruzione della nave Amangati. L’unità, ormeggiata nel bacino di Genova è in costruzione, è «la nave da crociera più lussuosa al mondo» – avrà una stazza lorda di 23 mila tonnellate e solo 47 cabine».

nave Amangati
La nave Amangati in costruzione ai cantieri T. Mariotti di Genova.

E’ proprio in questo modo che si compete con i cantieri del Far East: puntando su navi di target differente, «in particolare su unità ausiliarie e di dimensioni più contenute» – dice Garrè – «E’’ impensabile costruire in Cina un traghetto di 70 metri che impiegherebbe sei mesi per arrivare e rischierebbe di affrontare l’Oceano Indiano».

La conferenza stampa prosegue prima sulle banchine: della San Giorgio del Porto dove si trovano gli scafi due navi in fase di riparazione e refit, poi al T. Mariotti dove sono ormeggiate i due gioielli tecnologici in costruzione: la nave militare per il soccorso al personale dei sommergibili sinistrati e la Amangati la nave da crociera più lussuosa al mondo.

San Giorgio del Porto Dalla tradizione all’innovazione: Genova Industrie Navali tra crescita record e nuove frontiere digitali (FOTO)
Nave in riparazione al cantiere San Giorgio del Porto di Genova

 

Cantieri T Mariotti nave militare Dalla tradizione all’innovazione: Genova Industrie Navali tra crescita record e nuove frontiere digitali (FOTO)
Nave militare in costruzione ai cantieri T. Mariotti

La visita si conclude con un brindisi a bordo della Dionea, affascinante yacht di 52 metri costruito nel 1962 come traghetto di lusso e completamente ristrutturato nel 2023 dal cantiere T. Mariotti. L’unità è stata trasformata in uno yacht di classe, capace di conservare intatto il fascino e l’atmosfera del passato, integrando al contempo i comfort di una moderna imbarcazione.

DIONEA scaled Dalla tradizione all’innovazione: Genova Industrie Navali tra crescita record e nuove frontiere digitali (FOTO)
Lo yacht Dionea ai cantieri T. Mariotti

 

Dionea interni 2 Dalla tradizione all’innovazione: Genova Industrie Navali tra crescita record e nuove frontiere digitali (FOTO)
Interni Yacht Dionea

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