Porto di Ancona, al via i lavori per il presidio sanitario nell’ex Tubimar

Nascerà un nuovo polo funzionale per i controlli su tutte le merci in importazione.
PCF Ancona
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ANCONA – Prendono il via nel porto di Ancona i lavori di adeguamento di una parte dell’ex Tubimar, destinata a ospitare i presidi operativi per i controlli sanitari di frontiera sulle merci in importazione che transitano nello scalo.

L’area, che accoglierà il Posto di controllo frontaliero (Pcf), gli Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (Uvac) e la sede del medico del porto, era stata colpita dal grave incendio (nel 16 settembre 2020) che aveva impedito l’avvio degli interventi di riqualificazione già programmati.

Conclusi gli accertamenti giudiziari e le perizie sull’incendio, nel 2024 l’Autorità di sistema portuale ha realizzato un primo intervento di messa in sicurezza da 308 mila euro, seguito da un secondo intervento di ripristino strutturale del valore di 1 milione di euro.

Ora è possibile avviare i lavori principali, per i quali è stato aggiornato il progetto esecutivo — curato da Dida Studio srl Ingegneria e Architettura — in linea con le nuove normative sui controlli sanitari di frontiera. L’investimento complessivo è di 3,39 milioni di euro. I lavori sono stati affidati a un’associazione temporanea di imprese composta dalle marchigiane Elettro Stella srl (capogruppo) e Mannocchi Luigino.

La porzione dell’ex Tubimar interessata si trova sul lato sud-ovest del padiglione e si estenderà su circa 1.600 metri quadrati, distribuiti su due livelli. Qui saranno realizzate le aree dedicate ai controlli sulle merci alimentari di origine animale (destinate o meno al consumo umano), sui prodotti non di origine animale e sui materiali a contatto con alimenti. Sono inoltre previste celle frigorifere, uffici e spogliatoi. La durata dei lavori è fissata in 390 giorni dall’avvio del cantiere.

L’intervento risponde alle strategie dell’Autorità di sistema portuale, sviluppate in collaborazione con le strutture territoriali del Ministero della Salute e con l’Agenzia delle Dogane, con l’obiettivo di rendere più efficienti i controlli sanitari sulle merci in ingresso.

La finalità è realizzare un’infrastruttura moderna, collocata in una posizione funzionale all’assetto attuale e futuro dello scalo, dotata delle tecnologie più avanzate previste dagli standard europei. Una struttura che, una volta completata, si candida a diventare tra le più efficienti e innovative dell’Adriatico.

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Questo intervento si inserisce in un più ampio progetto di rilancio dell’area ex Tubimar, che comprende anche il bando in corso per due lotti produttivi destinati alla nautica di lusso, per una superficie complessiva di oltre 30 mila metri quadrati. Un piano strategico promosso dall’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale per restituire centralità a una zona chiave per lo sviluppo e l’operatività del porto di Ancona.

“L’avvio dei lavori per l’allestimento dei presidi operativi per i controlli sanitari di frontiera sulle merci in importazione rappresenta un ulteriore passaggio per la creazione di un porto moderno e al servizio delle esigenze del cluster marittimo e delle comunità del mare Adriatico – ha affermato Vincenzo Garofalo, Presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale -. Una nuova struttura, portata avanti grazie ad una costante collaborazione istituzionale, strategica nel poter cogliere l’opportunità dei traffici marittimi dei prodotti alimentari e deperibili e che contribuisce al miglioramento complessivo del padiglione ex Tubimar, uno spazio che si sta trasformando in un polo produttivo centrale nelle attività del porto di Ancona”.

BOX ORGANIZZAZIONE PRESIDI OPERATIVI PER I CONTROLLI SANITARI DI FRONTIERA
(fonte: Ministero della Salute)

Posto di controllo frontaliero (PCF)
I Posti di controllo frontalieri-PCF nazionali sono uffici periferici del Ministero della Salute e al tempo stesso, fanno parte della rete di PCF dell’Unione europea. Sono autorizzati dagli Stati membri con procedure previste dalla Commissione europea ad effettuare controlli veterinari su animali vivi, anche per la verifica del loro benessere, prodotti di origine animale, Materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti-MOCA, alimenti e mangimi di origine vegetale provenienti da Paesi terzi.
Un PCF italiano o di un altro Stato membro può controllare partite di animali o loro prodotti, di alimenti e mangimi di origine vegetale o di MOCA disciplinati da normativa dell’Unione europea, sia se sono destinate al proprio territorio o a quello di uno qualsiasi degli altri Stati membri. Ogni PCF è autorizzato al controllo di una certa categoria di prodotti o animali in funzione delle caratteristiche strutturali e delle attrezzature presenti.

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Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari (UVAC)
Gli Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (UVAC) sono uffici periferici del Ministero della Salute, le cui funzioni e competenze sono disciplinate dal Decreto legislativo 02 febbraio 2021, n. 23, in adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/625 in materia di controlli ufficiali sugli animali e le merci provenienti dagli altri Stati membri della Ue.
Nati a seguito dell’abolizione dei controlli alle frontiere fra i Paesi membri dell’Unione europea, conseguente all’attuazione del mercato unico, gli UVAC mantengono al livello statale la responsabilità dei controlli a destino sulle merci provenienti dall’Ue.

Medico del porto
Per l’iscrizione negli elenchi della Gente di Mare (lavoratori del settore marittimo), è necessario richiedere, tra l’altro, alle Unità Territoriali degli Uffici di Sanità Marittima Aerea e di Frontiera e dei servizi territoriali per l’assistenza sanitaria al personale navigante (USMAF SASN), un certificato medico che attesti l’idoneità psico-fisica a svolgere l’attività lavorativa a bordo delle navi. Il medico dell’Ufficio di Sanità Marittima Aerea e di Frontiera (Medico di porto/aeroporto), sulla base di accertamenti clinici da effettuarsi presso strutture pubbliche, ed a seguito di una visita medica, rivolta a verificare il possesso dei requisiti psico-fisici minimi richiesti dalla normativa in vigore, rilascerà, in caso favorevole, il certificato medico d’idoneità.

Il certificato medico rilasciato dal medico di porto/aeroporto è altresì necessario per lo svolgimento di altre attività lavorative nel settore portuale, quali l’ormeggiatore, il pilota portuale, il sommozzatore, il pescatore subacqueo professionista, il chimico di porto, per le quali è indispensabile l’iscrizione nei relativi registri professionali tenuti presso le Capitanerie di Porto. Per l’iscrizione al primo anno dell’Istituto Nautico il certificato di idoneità psicofisica viene rilasciato “ad uso scolastico”.

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