Wista Italy-Federazione del Mare, nasce l’Osservatorio sulla presenza femminile nella Blue Economy

C. Musso Mattioli
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GENOVA – Si chiama “Donne per la Blue Economy” ed è l’Osservatorio sulla presenza femminile nel settore marittimo, lanciato da Wista Italy e Federazione del Mare, con l’obiettivo di approfondire il ruolo e il contributo delle donne nel settore marittimo italiano e, più in generale, di favorire una lettura strutturata e condivisa delle dinamiche che caratterizzano l’economia del mare.

L’iniziativa, presentata l’8 marzo in occasione della Giornata Internazionale della Donna, vede il supporto di Crédit Agricole Italia e di aziende del settore marittimo sponsor dell’iniziativa: Grendi, Lockton P.L. Ferrari, RINA e Vado Gateway.

Cosa farà l’Osservatorio?

Al fine di fotografare la reale presenza femminile nella Blue economy, il progetto di Federazione del Mare e Wista Italy mira a:
– costituire un osservatorio permanente sulla presenza femminile nel settore e promuovere ricerche quantitative e qualitative sull’impatto delle diversità di genere nel mondo marittimo;
– mettere in rilievo e promuovere le storie di donne di mare di successo per ispirare le nuove generazioni a intraprendere i lavori del mare;
– lavorare sulla formazione delle donne del settore per aiutarle a crescere verso le posizioni apicali con programmi di leadership e di formazione finanziaria;

La raccolta dei dati e le analisi necessarie per realizzare l’indagine sono state affidate a Prometeiaprimaria società di consulenza e ricerca economica, con una consolidata esperienza nello studio dei settori produttivi e delle filiere industriali.

Dopo una prima analisi preliminare per delineare un quadro strutturato dei principali comparti della Blue Economy, mettendone in evidenza dimensioni, caratteristiche economiche e occupazionali e alcune criticità nella partecipazione femminile, il confronto diretto con chi opera quotidianamente nel settore, arricchirà le analisi con informazioni di contesto, esperienze e punti di vista che difficilmente trovano spazio nelle statistiche ufficiali.

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La presidente di Wista Italy, Costanza Musso, ha commentato: «Nei settori in cui operano le aziende del cluster marittimo italiano vi è ancora una forte connotazione maschile e sono ancora molto poche le donne presenti nei ruoli apicali pubblici e privati del settore marittimo. Inoltre, considerato che nei due Rapporti IMO-Wista International, del 2021 e del 2024, sulla presenza femminile nella blue economy, purtroppo, l’Italia non è mai riuscita a fornire un campione rappresentativo e non risulta quindi nel Survey: con tale Osservatorio intendiamo supplire a questa lacuna fornendo i dati italiani per la prossima edizione della Survey e superare lo stereotipo che “il settore marittimo non è per le donne».

Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare, ha dichiarato: «Il progetto nasce dalla consapevolezza che la Blue Economy rappresenta un ambito strategico per il sistema produttivo nazionale e che, in questo momento, caratterizzato da profondi cambiamenti in termini di innovazione tecnologica, transizione energetica, evoluzione delle competenze, nonché gravi crisi geopolitiche e conflitti, il tema della valorizzazione del capitale umano sia sempre più centrale. In questo contesto, la partecipazione femminile costituisce una leva potenziale di sviluppo, innovazione e crescita, oltre che un tema di equità.»

 

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