LIVORNO – Solvay ha inaugurato a Livorno il primo impianto europeo dedicato alla produzione di silice bio-circolare. Una nuova struttura che anticipa i futuri requisiti europei in materia di sostenibilità per il settore degli pneumatici e contribuisce al raggiungimento degli obiettivi ambientali dei clienti, consolidando al tempo stesso la leadership industriale dell’Italia.
Leggi anche: Solvay inaugura a Livorno un nuovo impianto per la produzione di silice bio-circolare
La presentazione è stata fatta nel corso di una cerimonia che ha visto riuniti: il vertice di Solvay, presente il ceo di Solvay, Philippe Kehren, il country manager Solvay Italia, Raffaele Calabrese De Feo, i maggiori produttori internazionali di pneumatici, i rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali.
Sul tema è intervenuto per Corriere marittimo, a margine dell’incontro, il country manager Calabrese De Feo.
Solvay inaugura a Livorno un nuovo impianto, di cosa si tratta?
«Inauguriamo un nuovo impianto di bio-silicato che produrrà un additivo che viene utilizzato nella produzione dei pneumatici, ma anche in altre produzioni, come nella cosmesi umana, tuttavia per l’80% viene utilizzato per i pneumatici. Il valore aggiunto del nostro prodotto, indipendentemente dal livello di produzione, è che si tratta di un additivo che permette lo scorrimento e lo scivolamento del pneumatico, quindi minore attrito, minore rumore, minore emissioni di CO2 e minori consumi».
In cosa consiste l’elemento green?
«Il nuovo impianto sostituirà una delle materie prime attualmente utilizzate, che è la sabbia, con la cenere di lolla di riso, questo comporta una circolarità perché la lolla di riso è la pellicola che riveste il chicco di riso. Il riso viene venduto prevalentemente bianco, quindi privato della sua protezione, la lolla che resta è un ottimo comburente quindi ha un’ottima capacità energetica. I produttori di riso con la lolla ci hanno fatto delle centrali per la produzione di energia, la cenere di lolla una volta che ha esaurito la sua capacità energetica però mantiene inalterata la presenza di silicio.
Abbiamo messo a punto un processo che estrae il silicio dalla cenere. Quindi ci approvvigioneremo di silicio non più dalla sabbia, ma dalla lolla di riso. Questa è la perfetta chiusura di un prodotto che altrimenti sarebbe destinato a finire nelle discariche invece noi lo ri-valorizziamo».
Cosa cambia dal punto di vista del prodotto?
«Non cambia niente, il nostro prodotto continua ad essere sempre un additivo per pneumatici, questo però ha comportato un grandissimo lavoro di omologa perché ovviamente i pneumatici richiedono importantissimi test di sicurezza, non possiamo metterci qualsiasi cosa.
I produttori di pneumatici devono testare questo prodotto, quindi è stato a lungo testato dai produttori. Oggi sono presenti in questo stabilimento i maggiori produttori al mondo di pneumatici proprio a testimoniare l’importanza, anche per loro, di avere un prodotto che venga fuori da un processo circolare e non più un processo tradizionale, quindi ha un grandissimo risvolto. Voglio ricordare che quello che inauguriamo qui a Livorno è il primo processo in Europa di questo tipo».
Un processo sostenibile quindi?
«E’ un progetto che consolida lo stabilimento Solvay di Livorno in una posizione green, ma che riuscirà a fornire del prodotto anche all’altro stabilimento Solvay in Francia, poichè una parte di questo prodotto green verrà trasferito, questo ha una valenza non solo nazionale ma andrà oltre, faremo un po’ di export italiano in ambito europeo».
(Nella foto da sinistra il ceo Solvay, Philippe Kehren e il country manager Solvay Italia, Raffaele Calabrese De Feo)














