SRM: “Covid, pandemia drammatica ma anche democratica” – Naples Shipping Week

Deandreis SRM

Nell’ambito delle iniziative messe in campo dalla  Naples Shipping Week – Main Conference Port & Shipping Tech – L’impatto del Covid 19 sui trasprti marittimi – Rapporto annuale SRM.

Lucia Nappi

NAPOLI – Presentato nel corso della Naples Shipping Week il nuovo Rapporto 2020 ‘Italian Maritime Economy’ di SRM  (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) – Nell’anno caratterizzato dalla grave crisi innescata dal Covid- 19 sull’economia mondiale e nazionale, la settima edizione del Rapporto SRM è dedicata a fornire  una visione strategica per il futuro. Partendo dal sistema logistico-marittimo sono stati analizzati i fenomeni  dello shipping globale, nella  nuova configurazione dei traffici mondiali, per giungere  all’interpretazione di una nuova realtà economica, che si sta delineando – “Il mondo che ripartirà non sarà quello di prima, le imprese dovranno reinventarsi ed interpretare la realtà in cambiamento” – ha spiegato in apertura Paolo Scudieri, presidente SRM.

L’impatto del Covid sull’economia del Paese:
“Una situazione drammatica e inaspettata che ha messo a dura prova tutto il sistema economico  planetario” – ha sottolineato Giuseppe Nargi, direttore Regionale Campania, Basilicata, Calabria e Puglia di Intesa Sanpaolo – “A marzo l’economia del Paese stava collassando, era evidente che se non fossimo intervenuti in maniera pesante ed immediata, prima ancora che il governo decidesse di mettere in campo gli strumenti che consentissero di affrontare la pandemia, probabilmente il Paese sarebbe collassato ” – ha specificato Nargi  –  “I primi di marzo abbiamo fatto la scelta di intervenire con una iniezione di liquidità senza precedenti e senza garanzia. Ad aprile il governo ci ha consentito di mettere in campo gli strumenti di garanzia e di passare da una disponibilità iniziale di 15 miliardi a una messa a disposizione dell’economia di oltre 50 miliardi” – L’operazione ha consentito al Gruppo bancario in questi 7 mesi di fare circa 50 mila interventi di credito per le imprese del Sud.  “Con dicembre chiuderemo con l’erogazione per 4 miliardi, numeri assoluti”. Interventi che vedono la sospensione dei muti per 80 mila imprese e per un importo complessivo di 6 miliardi. 

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Quale sia stato l’impatto del Covid sull’economia globale e i riflessi che questo ha avuto sul traffico marittimo è l’interessante tema affrontato dal  Rapporto SRM, che porta alla luce elementi indubbiamente nuovi. Analisi illustrata da  Massimo Deandreis, direttore generalle SRM: Una pandemia drammatica ma anche paradossalmente democratica –  ha spiegato Deandreis – perchè rimette in pista soggetti, come territori, aree ed economie, che tradizionalmente nel decennio precedente sono state in coda”.

Nel commercio marittimo globale il comparto dei container é quello cha he sofferto maggiormente, con un calo del -7,3% nel I° semestre 2020 ed una attesa di recupero nel 2021″ – Di qui l’osservazione dei fenomeni globali avvenuti sulle rotte marittime e spiegati dal direttore generale di SRM, come il calo dei commerci USA- Cina leggibile nel calo dei traffici marittimi sul Pacifico, la decrescita degli investimenti cinesi sulla Via della Seta, le rotte alternative al Canale di Suez, la regionalizzazione del commercio mondiale. 

Tensioni commerciali e calo delle rotte marittime USA – Cina
Dice Deandreis: Le tensioni commerciali a livello internazionale determinate dal difficile rapporto Usa-Cina (situazione preesistente rispetto al Covid) sono fattori rilevanti nel commercio internazionale che vedono  l‘affermarsi dell’effetto delle politiche del protezionismo commerciale di Trump. Tale effetto è leggibile anche sulle rotte dei traffici del Pacifico che vanno a ridursi con il 2019 – ” il Covid accelera drasticamente questa tendenza e per il 2020 le stime sono di un drastico calo dello scambio marittimo tra i due Paesi”.

La via della Seta
La decrescita degli investimenti cinesi in relazione alla Via della Seta, è un fenomeno già percepito nel 2019 e viene a accentuarsi nel 2020. “L’ esportazione estera della Cina  sembra destinata lentamente a diminuire” – spiega Deandreis – Secondo un’indagine del ministero delle infrastrutture cinese i  progetti relativi alla  Belt & Road sarebbero per  il 20%  gravemente colpiti dalla pandemia e quindi a rischio di non essere portati a termine, per il 40% parzialmente  colpiti  e solo il restante 40% avrebbero subito un impatto limitato e trattandosi dei progetti giá completati.

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Rotte alternative a Suez
Con l’avanzare della pandemia, l’analisi di SRM, nel Mediterraneo si verifica l’accrescimento dei rapporti intra regionali (es. Mar Rosso-Mediterraneo, Golfo-Mediterraneo) e  parallelamente un calo (-15%) dei  collegamenti Asia-Mediterraneo, traffici relativi soprattutto delle grandi navi portacontainer. Inoltre grazie ail calo del prezzo del petrolio molte compagnie scelgono rotte alternative al quelle  del Canale di Suez,  tanto che lo stesso  Canale nei mesi interviene riducendo le tariffe di transito. Si delineano pertanto due opzione alternativa a Suez: la circumnavigazione dell’Africa  (come alternativa occasionale) e le rotte Artiche (alternative potenzialmente strutturali).

Regionalizzazione del commercio mondiale
L’Europa va verso il rafforzamento della propria dimensione – si sottolinea nel Rapporto SRN  –  in una sorta di protezionismo. Nelle rotte questo fenomeno si traduce con l’aumento degli scambi e dei traffici nel Mediterraneo. Tale che il baricentro medio delle rotte che terminano nel Mediterraneo, dal 2012 al 2019, si è spostato da Gibilterra al centro Mediterraneo. Lo stesso fenomeno di regionalizzazione del commercio e quindi dei traffici è leggibile anche nelle rotte degli Stati Uniti e dell’Asia.

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