Hapag Lloyd, Jansen: “Si sopravvive tagliando i costi” – Q2 volumi in calo, ma più ottimismo di Maersk

Hapag Loyd

Rolf Habben Jansen, Ceo di Hapag Lloyd prevede per il secondo trimestre dell’anno una “lieve flessione a due cifre” nei volumi dei container. “L’unico modo per sopravvivere è tagliare i costi” – Le misure messe in campo dal Gruppo per far fronte alla crisi dei traffici.

Lucia Nappi

Trasporto marittimo di container e previsioni del secondo trimestre 2020 – Rolf Habben Jansen, Ceo di Hapag Lloyd in un’intervista con  Lloyd’s List prospetta che nel secondo trimestre i volumi di container movimentati dalla compagnia avranno una “lieve flessione a due cifre”. L’affernmazione è senza dubbio più ottimista rispetto all’annuncio fatto nei giorni scorsi dall’omologo e concorrente  Søren Skou, CEO di AP Moller-Maersk, che prevedeva cifre Q2 in calo fino al 25%.

Pertanto  maggiore “ottimismo” quello del player tedesco, rispetto al concorrente, però senza farsi grandi illusioni e nella consapevolezza, comunque, che l’epidemia avrà un impatto molto forte sul settore. Le dichiarazioni del numero 1 di Hapag Lloyd seguoni i risultati finanziari conseguiti dalla compagnia tedesca nel primo trimestre, che vede un calo del 75% del risultato netto, rispetto al 2019, e questo in seguito alla politica di transizione verso i nuovi carburanti a basso contenuto di zolfo in linea con la regolamentazione IMO. Nei risultati di bilancio tuttavia si registra un profitto, grazie all’aumento dei volumi e delle tariffe medie del trasporto relative al trimestre, che a loro volta hanno aumentato i ricavi. Questo nonostante l’impatto iniziale del coronavirus, che ha inciso particolare in Asia.

Un “primo trimestre piuttosto solido” che ha visto mettere in atto, in maniera repentina, una massiccia azione di misure volte ad eliminare i costi di sistema, questo sino dall’inizio dell’emergenza e della crisi. “Un’azione rapida che dovrebbe garantire al Gruppo di essere in grado di resistere agli attuali venti avversi” – ha spiegato da Jansen – “Stiamo già vedendo l’impatto nel secondo trimestre. In questo momento siamo ben posizionati per resistere alla tempesta “.

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Le misure messe in atto per attutire il calo della domanda partono dalla cancellazioni dei servizi, misure diventate ormai comuni a tute le compagnie e alle Alleanze. Pertanto “blank sailing che sono attualmente a livelli record” – sottolinea Jansen. In precedenti fasi di crisi, come quella del 2009-2008, il settore marittimo dovendo contrastare le drastiche flessioni del mercato e della riduzione della domanda aveva attuato strategie ben diverse rispetto a quelle attuali,  scatenando una guerra al ribasso delle tariffe: “Questa volta la risposta è stata diversa e sorprendente” specifica Jansen –  pertanto un nuovo andamento del settore e la capacità dei vettori, resa possibile dalla flessibilità offerta dai servizi delle Alleanze, che hanno facilitato la capacità di riprogrammare i servizi in base alle fluttuazioni della domanda. “L’unica cosa che le compagnie hanno imparato dalle recessioni del 2008-2009 è che se si affronta una crisi della domanda, ribassando le tariffe la situazione diventa pericolosa“-  “Tutti sappiamo cosa è successo nel 2008-2009. E ora siamo sicuramente molto più forti nel sostenere le tariffe, più di quanto probabilmente lo siamo stati allora ” – “Questo è ciò che stiamo facendo, perché abbiamo semplicemente bisogno di meno navi. L’unico modo per sopravvivere è quello di eliminare i costi

La strategia annunciata è quella di continuere a lavorare sulla riduzione di ogni costo, anche a livello di Alleanza, quindi con i partner in THE Alliance. Le strategie prevedono: diminuire la capacità di trasporto, diminuendo il numero delle navi. Misura questa maggiormente visibile,,m ma non l’unica infatti ogni categoria di costo può essere fonte di risparmio e quindi l’utilizzo di misure cautelative su tutti i fronti: l’utilizzo di servizi combinati, la riconsegna delle navi non di proprietà e utilizzando solo delle navi della compagnia e riduzione sui costi dei terminal, in attesa naturalmente della ripresa del mercato, auspicata da tutti.

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Ma qualora non ci fossero segni di ripresa nel quarto trimestre? Allora ci dovrà essere un riadattamento alla pianificazione, dice Jansen – ”Una recessione prolungata potrebbe vedere costringere i vettori a chiedere degli “aiuti di stato da sempre questo è un argomento complesso soprattutto per quelle compagnie che non possono ricorrervi. Recente la notizia degli aiuti di stato alla compagnia francese CMA CGM. Da dire che se Jansen nel passato non aveva nascosto la propria contrarietà sul tema  aiuti di stato e, al modo in cui possono creare condizioni di disparità nel mercato globale. Oggi, considerando l’eccezionalità degli avvenimenti, la vicenda della compagnia francese potrebbe avere diverse eco.

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