Terre rare e filiere strategiche, Venezia si candida a hub europeo

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Venezia – Il Porto di Venezia si candida a diventare uno snodo strategico nel nuovo sistema europeo dedicato allo stoccaggio e alla movimentazione delle materie prime critiche e delle terre rare, risorse considerate essenziali per la competitività industriale e la sicurezza economica dell’Europa.
L’ipotesi è al centro delle valutazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ed è emersa nel corso della visita del ministro Adolfo Urso alla Venice Heritage Tower di Porto Marghera.

L’incontro con la comunità portuale e con il tessuto produttivo dell’area ha rappresentato l’occasione per fare il punto sulle iniziative promosse dall’Unione Europea attraverso il piano RESourceEU e sul progetto pilota dedicato allo stockpiling delle materie prime critiche. Si tratta di strumenti pensati per rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento europee in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e da una crescente competizione industriale.

L’Italia, che coordina il gruppo di lavoro europeo sugli aspetti logistici e organizzativi del progetto, ha già espresso la propria disponibilità a ospitare il primo centro europeo di stoccaggio strategico delle materie prime. In questo scenario, il sistema portuale veneziano figura tra i principali hub logistici individuati a livello nazionale, insieme ai porti di Trieste e Ravenna.

A rendere Venezia particolarmente adatta a questo ruolo sono le sue caratteristiche infrastrutturali e operative: la natura multipurpose dello scalo, la presenza di aree dedicate allo stoccaggio, l’integrazione con la rete ferroviaria, autostradale e interportuale e la capacità di movimentare sia container sia rinfuse solide. Elementi che ne fanno una piattaforma ideale per la gestione di materiali strategici come magnesio, tungsteno, terre rare e acciai speciali, fondamentali per settori quali difesa, automotive, energia ed elettronica.

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«L’Europa deve agire rapidamente per mettere in sicurezza le proprie filiere strategiche», ha dichiarato il ministro, Sen. Adolfo Urso. «L’Italia, in questa direzione, si candida a ospitare uno dei primi siti strategici europei per lo stoccaggio di materie prime critiche e terre rare, indispensabili per l’industria europea e per la transizione energetica e digitale. Il Veneto, con l’area di Porto Marghera, per posizione geografica, capacità logistica e presenza di imprese già attive nel riciclo e nella trasformazione delle materie prime critiche, potrebbe rappresentare una naturale porta d’accesso ai mercati europei e un hub strategico per la sicurezza degli approvvigionamenti. Attorno a questo progetto potrebbero poi inoltre svilupparsi ulteriori investimenti industriali nel riciclo e nella trasformazione delle materie prime critiche, rafforzando la vocazione di quest’area e il ruolo dell’Italia nelle nuove catene del valore europee».

Sulla stessa linea il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Matteo Gasparato, che ha sottolineato il valore strategico della visita ministeriale: «La visita del Ministro Urso, che intendo ringraziare, rappresenta un importante segnale di attenzione verso il Porto di Venezia e verso il ruolo che il nostro sistema portuale può svolgere nelle nuove strategie europee di sicurezza economica e industriale».

Gasparato ha poi evidenziato la specificità di Porto Marghera nel panorama nazionale: «Porto Marghera è un unicum in Italia: un sito che unisce industria, portualità e logistica di eccellenza e che continua a rappresentare un motore strategico per il Paese.
Non siamo di fronte a un porto nel senso tradizionale del termine, ma a un sistema economico articolato, dinamico e resiliente, capace di generare valore, occupazione e innovazione. Nonostante le tensioni internazionali e le difficoltà che stanno attraversando i mercati globali, nel 2025 i traffici sono cresciuti sia nelle merci sia nei container, confermando la competitività del nostro sistema portuale. Come Autorità di Sistema Portuale stiamo investendo in infrastrutture e connessioni logistiche per rafforzare ulteriormente il ruolo di Porto Marghera come piattaforma industriale e logistica del Made in Italy avanzato. La Zona Logistica Semplificata, insieme agli incentivi legati alla Transizione 4.0 e 5.0, rappresenta una leva decisiva per attrarre nuovi investimenti e sostenere l’innovazione delle imprese. Allo stesso tempo, Porto Marghera può diventare un hub europeo della transizione green, dell’idrogeno e delle materie prime critiche, grazie a infrastrutture, competenze e know how che non hanno pari in Italia».

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Matteo Gasparato 1 Terre rare e filiere strategiche, Venezia si candida a hub europeo
Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Matteo Gasparato.

Il progetto europeo sulle materie prime critiche mira a costruire un sistema integrato di approvvigionamento e gestione delle scorte strategiche capace di sostenere le filiere industriali del continente e ridurre la dipendenza da fornitori esterni. In questo quadro, il Porto di Venezia rafforza il proprio ruolo di infrastruttura chiave non solo per la logistica nazionale, ma anche per la competitività industriale italiana ed europea.

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