Terminal Passeggeri e Crociere: «La riduzione dei canoni non è più rinviabile»

porto Genova

Appello al governo di Confindustria, Confetra, Assiterminal e Assologistica: «14 mesi di inattività e di azzeramento dei fatturati pongono chiaramente l’esigenza di ridurre il pagamento delle imprese terminalistiche di centinaia di milioni l’anno di canoni concessori allo Stato»

ROMA – Riprendendo l’appello lanciato nelle scorse settimane le associazioni – Confindustria, Confetra, Assiterminal e Assologistica – intervengono nuovamente in maniera congiunta sulla necessità di un intervento normativo a sostegno delle aziende (terminal portuali, imprese e lavoratori) del terminalismo con particolare accento sui Terminal Passeggeri e Crocieristici.  Le associazioni rendono pubblico il testo dell’emendamento che tutte insieme promuovono

«Nel 2019 i passeggeri ed i crocieristi in Italia» – scrivono in una nota Confindustria, Confetra, Assiterminal e Assologistica – « prima destinazione per le crociere nel Mediterraneo, erano stati quasi 12 milioni, che hanno viaggiato su oltre 150 navi e hanno attraccato 4.850 volte in 39 porti e città crocieristiche.

Nel 2020 questo settore si è completamente bloccato e nel 2021 non è ancora ripartito, con previsioni che rinviano ormai al 2022 la ripresa. Una perdita di 925 milioni di euro l’anno comprendente i fatturati di tutte le imprese terminalistiche che gestiscono terminal, stazioni marittime e servizi accessori e che negli ultimi anni avevano investito 460 milioni in dragaggi, rifacimenti di accosti e stazioni marittime, nuovi collegamenti e servizi di trasporto, da Messina a La Spezia, da Genova a Savona, Taranto, Salerno, Ravenna, Palermo.

Il mancato cambiamento di scenario nel 2021 e un accumulo già di 14 mesi di inattività e di azzeramento dei fatturati pongono chiaramente l’esigenza di ridurre il pagamento delle imprese terminalistiche di centinaia di milioni l’anno di canoni concessori allo Stato, per limitare il rischio di chiusura a cui molte di esse sono esposte e le inevitabili ripercussioni negative in termini di occupazione diretta e indotta sul territorio in cui operano.

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Vanno assolutamente adottate soluzioni per alleggerire in questa fase i costi delle imprese e che riguarda tutti i terminal portuali italiani, in particolare i terminal crociere e passeggeri e le imprese di lavoro temporaneo, con misure specifiche di sostegno come quelle adottate per il trasporto ferroviario, aereo, marittimo e, persino, degli ormeggiatori. Si tratta di aziende a capitale privato che operano in “concessione” dallo Stato, per le quali la questione della riduzione dei canoni in questa fase di crisi non è più rinviabile! Confindustria, Confetra, Assiterminal e Assologistica chiedono pertanto al Parlamento di farsene carico in sede di conversione del DL Sostegni-bis e al Governo di sostenerne l’approvazione.

IL TESTO DELL’EMENDAMENTO PROMOSSO

Emendamento all’art.73 dl 73/2021 che le associazioni – Confindustria, Confetra, Assiterminal, Assologistica – promuovono. La nota è firmata dal presidente di Assiterminal, Luca Becce.

«All’art. 73 del decreto legge n. 73/2021, dopo il comma 6, sono aggiunti i seguenti commi 6bis e 6 ter

“6bis. All’art. 199 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 convertito dalla legge 17 luglio 2020 n. 77, è aggiunto il seguente comma “8bis. Le eventuali risorse residue di cui alla lett. a) del comma 7, non assegnate con il decreto di cui al primo periodo del comma 8, sono destinate alle imprese di cui all’articolo 36 del codice della navigazione, agli articoli 16, 17 e 18 della legge 28 gennaio 1994, n. 84 nonchè alle imprese concessionarie per la gestione di stazioni marittime e servizi di supporto a passeggeri, a titolo di indennizzo per le ridotte prestazioni rese da dette società conseguenti alla riduzione dei volumi di traffico dall’1° gennaio 2021 al 31 luglio 2021, rispetto ai corrispondenti mesi dell’anno 2019.”

“6 ter. Le misure previste dalle lettere a) e b) dell’art. 199, co.1 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 convertito dalla legge 17 luglio 2020 n. 77 sono prorogate per l’anno 2021, con riferimento per la lettera a) alla riduzione del fatturato nel periodo compreso dal 1° gennaio 2021 al 31 luglio 2021 rispetto ad analogo periodo dell’anno 2019”

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Relazione illustrativa

6bis. Il comma 7 dell’art. 199 del d.l. n. 34/2020, convertito dalla legge 17 luglio 2020 n. 77, prevede lo stanziamento di euro 26 milioni di euro assegnate a compensare le riduzioni di fatturato delle imprese di cui all’articolo 36 del codice della navigazione, agli articoli 16, 17 e 18 della legge 28 gennaio 1994, n. 84 nonché alle imprese concessionarie per la gestione di stazioni marittime e servizi di supporto a passeggeri che avevano avuto una riduzione di fatturato conseguente alla riduzione di volumi di traffico per il 2020.
Le relative risorse rimangono, però in gran parte inutilizzate.
Inoltre, il perdurare dell’emergenza per l’anno 2021 ha mostrato l’esigenza di prevedere ulteriori risorse di compensazione per il settore in cui operano le imprese di cui sopra.
DI conseguenza, la norma autorizza l’amministrazione a disporre delle risorse residuali non utilizzate ai sensi del comma 7 dell’art. 199 de d.l. 34/2020, a favore delle imprese che hanno subito una riduzione di prestazioni rese conseguenti al calo di traffico.

6 ter. Stante il perdurare degli effetti pandemici sui traffici marittimi, in particolar modo per quanto ai traffici crocieristici e passeggeri, in cui permane un pressoché azzeramento dei fatturati, si propone di prorogare la misura della riduzione, fino all’azzeramento, dell’importo dei canoni concessori, così come le misure a favore dei soggetti fornitori di lavoro temporaneo portuale, statuite dall’art.199 d.l. 34/2020.

Entrambe le richieste non comportano oneri aggiuntivi a carico delle finanze dello Stato.

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