Livorno, l’Authority replica a CNA: “Abusivi in porto? Nessuno senza regolare contratto”

Scali Rosciano

La replica dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Tirreno Settentrionale a CNA FITA sul tema del lavoro nero – «Troppi abusivi in porto? Non è vero, nessuno lavora in banchina senza regolare contratto».

«Abbiamo letto nei giorni scorsi la nota stampa con la quale CNA FITA denuncia “la presenza in porto di Livorno di soggetti abusivi e di imprese che viaggiano costantemente ed abbondantemente al di sotto dei costi di esercizio”. Riteniamo che tale denuncia meriti da parte nostra alcune doverose precisazioni» – Lo si legge nella dura replica che l’Autorità di Sistema Portuale Mare Tirreno Settentrionale rivolge a CNA FITA e che pubblichiamo di seguito:

«CNA FITA è perfettamente al corrente degli sforzi intensificati negli ultimi mesi dall’Autorità di Sistema per reprimere il lavoro in nero in porto.

Giova qui ricordare che dal 2014 abbiamo predisposto l’attivazione di un nuovo sistema di rilascio delle tessere di accesso in porto agli autotrasportatori direttamente ai varchi pubblici doganali. La procedura di rilascio prevede che vengano presentati direttamente dall’autotrasportatore la patente di guida in corso di validità, il Documento di identità, il permesso di soggiorno per il personale extracomunitario; l’ultima busta paga o il contratto di lavoro.

Sono tutti dati che vengono inviati alla Polizia di Frontiera Marittima in tempo reale e messi a disposizione dell’Ispettorato del lavoro, dell’INPS, dell’INAIL e della Guardia di Finanza.

Sono procedure ad oggi applicate nel solo porto di Livorno e che, come recentemente ammesso dalla stessa CNA FITA, hanno favorito il contrasto al fenomeno del lavoro sommerso. Con il controllo della busta paga, infatti, sono stati allontanati dal porto numerosi autotrasportatori che giornalmente lavoravano all’interno del nostro scalo in maniera irregolare.

Il sistema di controllo telematico degli accessi, il GTS3, e la contestuale raccolta delle immagini delle persone e dei mezzi in transito, è stato un altro strumento che l’AdSP ha messo a disposizione del porto di Livorno e che ha permesso non soltanto di contrastare le irregolarità ma di azzerare anche il furto dei semirimorchi.

Peraltro, non è passato molto tempo dagli ultimi apprezzamenti pubblicamente espressi da CNA FITA in ordine alla dematerializzazione dei controlli ai varchi e all’abbattimento dei tempi di gate out. Non a caso, è stato uno dei rappresentanti locali dell’associazione a dichiarare che “mettendo tutti al tavolo sotto la regia dell’AdSP si possono risolvere i problemi”.

Si può quindi con assoluta certezza evidenziare che ad oggi all’interno porto è impossibile entrare se non si ha un contratto formale di lavoro e una autorizzazione da parte delle autorità preposte ai controlli di accesso e alla verifica di regolarità fiscali e retributive delle imprese di autotrasporto.

Se nonostante i risultati raggiunti sulla repressione del lavoro sommerso, la CNA FITA avesse ulteriori criticità da sottolineare, la invitiamo a sedersi al tavolo e a parlarne. La nostra porta è sempre aperta. Il presidente Guerrieri ha peraltro istituito un tavolo tecnico specifico per affrontare le problematiche legate all’autotrasporto. Il tavolo è tutt’ora attivo: siamo disponibili ad accettare qualsiasi osservazione possa contribuire ad efficientare ulteriormente i controlli in porto».

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