ANALISI/ Suez – 1,9 milioni di teu in navigazione pronti a ingorgare i porti del mondo

Ever Given

La fotografia dell’imminente ingorgo che sta per riversarsi nei porti globali. Sono attualmente in navigazione diretti al porto di Singapore oltre 370 mila TEU – dove 83 navi con 299.310 TEU sono già in porto o si trovano all’ancora in attesa della movimentazione del carico. A Rotterdam 196.600 TEU, a NewYork  76.500 TEU. Mentre le vicende giuridiziarie vedono la nave Ever Given sotto sequestro e la richiesta di risarcimento di 900 milioni di dollari.

LIVORNO – Mentre sono arrivate le prime navi bloccate nell’ingorgo di Suez, oltre 1,9 milioni di TEU si trovano ancora in navigazione diretti verso i porti di tutto il mondo. L’incidente della Ever Given nel Canale di Suez alla fine di marzo, ha coinvolto causandone il ritardo circa 400 navi, molte delle quali portacontainer e, che attualmente si trovano in navigazione verso i porti di destinazione e delle quali se ne prevede l’arrivo quasi in contemporanea, andando ad aggravare situazioni di congestione già presenti in molti terminal portuali.

Le navi coinvolte dal blocco di Suez si stanno dirigendo verso i porti di destinazione con ingorghi che se considerati come “ritardi cumulativi” sono pari a 1.017 giorni, minacciando una ulteriore congestione dei terminal  con “l’arrivo previsto per le prossime settimane di oltre 1,9 milioni di TEU” – I dati sono stati rilevati dalla piattaforma di informazioni logistiche project44 e ripresi dal sito specialistico Container News.

Per gli operatori a tutti i livelli della catena logistica, pertanto, i grattacapi non sono ancora finiti, oppure stanno per iniziare. Sono attualmente in navigazione diretti al porto di Singapore oltre 370 mila TEU considerando che dal 12 aprile, già 83 navi con 299.310 TEU sono in porto o si trovano all’ancora in attesa della movimentazione del carico.

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Lo stesso è previsto per il porto di Rotterdam, dove 15 navi per un totale di 196.600 TEU arriveranno la prossima settimana, allineandosi in coda alle 85 navi già in porto o in attesa di entrare di farvi ingresso.

Altre importanti infrastrutture in tutto il mondo si stanno preparando al forte impatto dei volumi, tra queste: New York con 76.500 TEU in arrivo dal blocco di SuezPort Kelang con 103.900 TEU; e Jebel Ali  con 75.879 TEU.

I ritardi sulle rotte

L’ulteriore congestione dei porti causerà a catena ritardi sulle principali rotte come Shanghai – Rotterdam sulla quale si prevedono ritardi di quasi una settimana, tempistiche  preoccupanti rispetto anche al 2020, quando sulla rotta i ritardi medi nei porti  erano di 2,79 giorni.

Il traffico del Canale di Suez rappresenta circa il 12% del commercio globale e il blocco inciderà soprattutto nei porti di maggiore distanza come New York e Shanghai.
L’incidente  di Suez porterà a  interruzioni non prevedibili nella catena di logistica, le rotte commerciali che dovrebbero esserne maggiormente influenzate sono Shanghai – New York, dove il ritardo medio di marzo è stato di 8,05 giorni (rispetto a 1,09 giorni a marzo 2020); Shenzhen – Amburgo 9,23 giorni (rispetto ai 3,52 giorni di marzo 2020); e Shenzen – Newark-Elisabeth 12,92  (rispetto a 0,29 giorni a marzo 2020).

Richiesta di risarcimento di 900 milioni di dollari”

Nel frattempo dal punto di vista giudiziario il tribunale egiziano di Ismailia ha avanzato la richiesta di un risarcimento pari a 900 milioni di dollari ed ha provveduto al sequestro della nave portacontainer Ever Given, accogliendo la richiesta avanzata dalla Suez Canal Authority (SCA). 

Nave, equipaggio e carico bloccati nel Great Bitter Lake di Suez

«La nave Ever Given è attualmente bloccata dalle Autorità egiziane nel Great Bitter Lake del Canale di Suez pur essendo in grado di continuare la navigazione fino al porto di destinazione,  Rotterdam» – come spiegato dall’avvocato Stefano Zunarelli professore in Diritto dei trasporti e della navigazione nell’ambito del webinar “Il caso Ever Given: focus su responsabilità e risarcimenti, ed implicazioni per le PMI” del 12 aprile scorso e di cui avremo modo di parlare più dettagliatamente – «La scatola nera di cui è dotata la nave è già stata messa a disposizione delle autorità egiziane, ma le investigazioni sono ancora in corso. A bordo della nave è ancora presente tutto il carico, i circa 20 mila contenitori per i quali si stima che in ciscuno di questi sia contenuta una merce predestinata fino a 20 diversi soggetti. Informazioni che rendono l’idea della complessità della vicenda e della quantità dei soggetti che possano essere interessati direttamente dalle conseguenze dirette di questo incidente».

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Gli aspetti societàri che coinvolgono la nave sono anch’essi complessi, come spiegato dall’avvocato  Zunarelli: «La nave di proprietà della compagnia armatoriale giapponese Shoei Kisen è in “time charter” al vettore Evergreen Marine, il managment della nave è affidata alla società tedesca Bernhard Schulte Shipmanagement (BSM) di Singapore, a bordo della nave» – sotto fermo delle autorità egiziane -«ci sono ancora i 25 membri dell’equipaggio, tutti di nazionalità indiana. La nave è assicurata per la responsabilità verso terzi presso P&I UK Club, uno dei più grandi Club che opera nel settore dell’assicurazione armatoriale, membro dell’International P&I Clubs “che è l’organizzazione che raggruppa gli operatori  e in parte riassicura la responsabilità verso terzi) ».

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