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L'Alta Capacità tra Firenze e Bologna, piace al porto di Livorno

VERONA- La liberazione del mercato del trasporto ferroviario in Europa ha introdotto attraverso un processo legislativo, peraltro ancora in evoluzione, la possibilità alla pluralità delle imprese ferroviarie di utilizzare le stesse infrastrutture ferroviarie. In Italia il processo, ha portato dal 2005 ad oggi, alla creazione di un mercato di imprese private: “Sono una quindicina in tutto le imprese ferroviarie che operano in Italia, ciascuna con caratteristiche e mercati specifici” lo spiega Marco Setti, sales manager di NOI (Nuovo Operatore intermodale), la società per la commercializzazione dei servizi dell'operatore ferroviario Interporto Servizi Cargo, società al 100% di proprietà dell'Interporto Campano di Nola.

Abbiamo incontrato Interporto Servizi Cargo al Traspotec di Verona, l'appuntamento fieristico annuale dei trasporti e della logistica. Nella fiera veronese l'azienda presenta alcuni progetti, in parte in fase di attuazione, in collaborazione con RFI per l'utilizzo delle reti ferroviarie Alta Velocità/Alta Capacità in alcuni tratti dove oggi questa tipologia di collegamento non è utilizzaibileIl tratto di ferrovia tra Bologna e Firenze non permette di arrivare sulla tirrenica” spiega Setti “il progetto di cui ci stiamo occupando permetterà di passare con i semirimorchi e utilizzare la linea Alta Capacità che poi è la stessa linea Alta Velocità. Il progetto è già iniziato, partiremo l'anno prossimo dall'Interporto di Verona con i semi rimorchi”.

Il progetto assumerebbe una importanza strategica per il porto di Livorno perché come commenta Claudio Bertini, dell'Interporto Vespucci di Guasticce, incontrato a Transpotec, permetterebbe di veicolare i treni con i semi rimorchi per l'autostrada del mare. Attualmente non possono essere messi su ferrovia da Livorno perché hanno il vincolo delle gallerie sulla Firenze-Bologna, quindi poter pensare che dal prossimo anno o dal 2019 si possano creare dei treni che a Firenze entrino sulla AV/AC è un progetto da seguire, considerando che su Livorno transitano circa 300mila semirimorchi l'anno”.

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