Futuro e Direzione Nord, Rixi: “Valichi alpini, programmare la ripresa delle grandi opere”

Edoardo Rixi

MILANO – Il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi, è intervenuto da remoto, stamani, alla 22° edizione di “Futuro e Direzione Nord – Roed to Europe” in corso a Milano presso Assolombarda, sul tema infrastrutturale marittimo-portuale.

Rixi ha ribadito la necessità di porre attenzione al completamento di un sistema infrastrutturale stradale moderno che colleghi l’Italia all’Europa tramite i valichi alpini, elemento di fragilità qualora questo non veisse compiuto: “Finita l’iniezione di liquidità del PNRR” – ha detto il viceministro – “avremo bisogno di recuperare fondi per mantenere la capacità produttiva del settore e completare le opere dopo il 2026” – continuando – ““Oggi per pensare a un sistema infrastrutturale moderno l’Europa deve tornare a pensare in modo differente rispetto a come ha fatto negli ultimi 30 anni” – “Il nord-ovest, che è stata una delle aree che ha avuto per prima nel nostro Paese un’infrastrutturazione, ha problemi rispetto alla zona dei valichi alpini delle nostre frontiere a nord, sia verso la Francia che verso l’Austria”.

Pertanto è fondamentale e “necessario programmare una ripresa delle grandi opere” – ha specificato Rixi – “incentrata soprattutto sui due elementi, cioè quello dei valichi alpini e quello del sistema di interconnessione sui sistemi marittimo-portuale”.

“Per avere la possibilità di rifornire non solo l’industria nazionale ma anche quella europea” – ha spiegato ancora -.”Oggi il sistema logistico italiano gestisce il 70% del fabbisogno dell’industria nazionale e il 30% è assicurato dai porti del nord Europa, prevalentemente Nord Italia. Dobbiamo passare ad avere una capacità sul 120-130% rispetto all’attuale, questo per poter servire non solo il nostro sistema industriale ma anche quello tedesco, francese, svizzero se necessario”.

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“E’ una grande scommessa, stiamo investendo oltre 200 miliardi sulle ferrovie nei prossimi 12 anni, se mettiamo quelli sulle autostrade siamo intorno ad altri 50 miliardi – ha concluso – e poi c’è il tema della viabilità stradale e delle opere marittime, parliamo di una vera rivoluzione infrastrutturale”.

ETS

Riguardo al settore marittimo e in relazione all’ETS il viceministro ha ribadito come in altre occasioni: “il tema Ets e la direttiva che si voleva introdurre negli ultimi mesi sui carburanti rischiano di compromettere la marittimità e la capacità di accesso sul nostro continente”

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