Eni-Sonatrach smentiscono le difficoltá per le forniture di gas algerino

Algeria Sonatrach

Eni e Sonatrach negli ultimi giorni hanno smentito le indiscrezioni lanciate dal sito investigativo algerino, Algérie Part, secondo il quale il colosso pubblico algerino, Sonatrach, avrebbe difficoltà ad onorare gli impegni contrattuali con l’Italia per quanto riguarda le forniture di gas. Entrambe le società hanno rassicurato in merito alla capacità da parte di Sonatrach di fornire i volumi contrattuali previsti dall’intero periodo di durata dei contratti. Smentendo, quindi, che vi siano difficoltà da parte algerina nella disponibilità presente e futura dei volumi di gas addizionali concordati.

Nell’aprile scorso i vertici di Eni e Sonatrach avevano siglato un accordo con i  governi italiano ed algerino (sottoscritto dal premier Draghi e dal presidente algerino Tebboune) per consentire al nostro Paese di aumentare la quantità di gas storicamente trasportata dal gasdotto TransMed, che collega l’Algeria e la Sicilia, attraverso la Tunisia, dall’inizio degli anni Ottanta. Apportando un incremento pari a  9 miliardi annui di metri cubi rispetto ai 20 e i 22 miliardi di metri cubi all’anno. Considerando che TransMed ha una capacità massima di 32 miliardi di mc, pertanto sarà lanciato quasi al massimo di capacità. Incremento da raggiungere progressivamente sul periodo 2023-24 e che porta l’Algeria ad essere il primo fornitore  di gas per l’Italia. A fronte della riduzione delle forniture di gas dalla Russia, Gazpron, a giugno ridotte al 40%, poi bloccate per dieci giorni per una manutenzione programmata, ripristinate al 40% e infine ridotte al 20%, fino alla totale eliminazione prevista tra il 2025 e il  2026.

 

 

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