LIVORNO – Dopo 42 giorni di lavori, ieri domenica 19 aprile alle ore 14,50, la campata mobile del ponte sullo Scolmatore del canale dei Navicelli, infrastruttura cruciale che collega la superstrada Firenze-Pisa-Livorno (Fi-Pi-Li) al gate della Darsena Toscana del porto di Livorno, è stata sollevata e ricollocata nella sua sede. Operazione che è andata a colmare il vuoto, visivo e logistico, della Fi-Pi-Li tagliata in due.
Tra una settimana, circa, il traffico principalmente di camion e auto diretti alla Darsena Toscana, torneranno a transitare regolarmente. «E’ stato un grande lavoro di squadra di tutte le istituzioni coinvolte e dell’azienda che ha la gestione della FI-Pi-LI» – AVR Spa, società incaricata della manutenzione dalla Città Metropolitana di Firenze, l’ente competente per il tratto stradale interessato – «Risultato che tra una settimana restituirà piena accessibilità allo scalo portuale, permettendo la ripresa totale dei traffici commerciali. Tutti i soggetti coinvolti hanno operato al massimo delle loro capacità per rispettare gli impegni presi». «Ci sono state delle aziende del porto che hanno collaborato con la consapevolezza che questo ponte era necessario per tutta la comunità e tutti quanti hanno dato il massimo».
Con queste parole il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Davide Gariglio, insieme al governatore regionale Eugenio Giani, ha ufficializzato il riposizionamento del ponte mobile. Nal corso della conferenza stampa svolta durante il sopralluogo del cantiere, convocata dall’AdSP in via d’urgenza il sabato sera per la mattina successiva, che ha mostrato in diretta il delicato intervento, iniziato alle 13,00 e concluso alle ore 14.50. Operazione che ha segnando un passaggio decisivo verso il ripristino della piena funzionalità del ponte – «lavori che si sono svolti con tempistiche serrate» – ha sottolineato Gariglio – «per contenere al minimo i disagi alla circolazione dell’infrastruttura strategica».
L’interruzione
Il 6 marzo scorso l’infrastruttura aveva subito un danno strutturale, quando uno dei pistoni che permettono il meccanismo di sollevamento del ponte levatoio, aveva ceduto causando lo “scarrellamento” della carreggiata che non era tornata correttamente in sede. Costringendo i molti mezzi pesanti diretti al porto a deviare su percorsi alternativi.
La questione aperta: il nuovo ponte sullo Scolmatore
Adesso la questione che rimane aperta è la progettazione di un nuovo ponte definitivo sullo Scolmatore che aggiri la vulnerabilità dell’attuale ponte mobile sulla Fi-Pi-Li, di un’infrastruttura progettata molti anni fa e sottoposta oggi ad un utilizzo ben superiore rispetto alle previsioni iniziali: «La struttura è stata soggetta a un numero di aperture nel tempo molto più elevato rispetto a quanto previsto dal progetto originario» – ha spiegato Gariglio – «Questa usura accelerata rende ormai imprescindibile la progettazione di un nuovo ponte definitivo sullo Scolmatore che consenta di non dovere più fare transitare le imbarcazioni della Darsena pisana dal Canale dei Navicelli, evitare di avere tutta la parte del porto di Livorno, la Darsena Toscana e la futura Darsena Europa, sottoposta ad una servitù di passaggio a quattro ponti mobili che ogni giorno determinano anche una parziale chiusura del traffico stradale»-«La Regione ha già annunciato che farà partire la progettazione del ponte mobile sullo Scolmatore». In questa prospettiva l’obiettivo di tutti è di realizzare questa nuova infrastruttura nel modo più veloce possibile per far sì che questi quattro ponti possano rimanere perennemente in posizione orizzontale, consentendo al contempo la fluidità e sicurezza sia al traffico stradale sia a quello marittimo.
Giani non si sottrae all’impegno
Giani ha ribadito l’impegno regionale a progettare e costruire il nuovo ponte sullo Scolmatore «il prima possibile»- «oggi le imbarcazioni provenienti dalla Port Authority di Pisa incrociano ben quattro ponti levatoi: oltre a questo, quello sulla ferrovia, quello sotto la Fi-Pi-Li e quello sulla Strada Provinciale, è evidente che prima facciamo il nuovo ponte sullo Scolmatore prima rimediamo» – «Trenta anni fa» – quando l’infrastruttura fu progettata – «questo ponte si alzava 30-40 volte l’anno, oggi si alza 800 volte l’anno, quindi quello che è accaduto può sempre capitare. Dobbiamo evitare tutto questo, con Gariglio lavoriamo per la progettazione e poi la realizzazione del nuovo ponte sullo Scolmatore».
I lavori per il ripristino del ponte
Il cantiere di riparazione è stato coordinato dalla Città Metropolitana di Firenze, ente competente per il tratto stradale interessato, con il sostegno economico della Regione Toscana, che ha assicurato le risorse necessarie per la messa in sicurezza e la riattivazione dei sistemi. Sul piano operativo, i lavori sono stati eseguiti dai tecnici di AVR Spa, società incaricata della manutenzione dell’arteria, che hanno operato con tempistiche serrate per contenere al minimo i disagi alla circolazione.
Nel corso delle operazioni che hanno portato ieri al ricollocamento della campata del ponte, l’Autorità di Sistema Portuale, sotto il coordinamento della dirigente alla sicurezza Cinthia De Luca, ha assicurato un presidio costante delle attività tecnico-operative, lavorando in stretta collaborazione con i terminalisti TDT, SDT e CILP. Questo impegno si è rivelato fondamentale per gestire in modo efficace le tempistiche di apertura e chiusura dei ponti, garantendo la continuità delle operazioni di imbarco e sbarco dei traghetti e la piena operatività della sponda ovest.
Parallelamente, durante le chiusure di via Mogadiscio — unico collegamento diretto tra città e porto — sono stati predisposti percorsi alternativi attraverso le aree del cantiere della Darsena Europa, evitando così l’isolamento della Darsena Toscana.
Per fronteggiare le inevitabili criticità legate alla congestione del traffico, è stato inoltre rafforzato il presidio sanitario della Darsena Toscana, con un’estensione degli orari di presenza del personale e dei mezzi di soccorso.
Il coordinamento quotidiano delle attività è stato infine supportato da un servizio straordinario di gestione della viabilità: l’impiego di guardie giurate incaricate dall’Ente ha consentito di mantenere elevati standard di sicurezza, in particolare lungo via Mogadiscio e nella rotatoria antistante il varco commerciale di SDT.






















