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Disastro X-Press Pearl, accordo per la rimozione del relitto

Colombo - Sará rimosso il relitto della portacontainer  X-Press Pearl, che nel maggio scorso prese fuoco difronte occidentale dello Sri Lanka, affondando devastata completamente dalle fiamme.  La nave che al momento del disastro aveva appena tre mesi di vita, trasportava circa 25 tonnellate di acido nitrico e 1.486 container, lo sversamento in mare delle sostanze provocò un ingente danno ambientale. 

La compagnia armatoriale X-Press Feeders ha adesso firmato un contratto con la societá Shanghai Salvage Company (SCC) per la rimozione del relitto.

Nei mesi scorsi, la societá Resolve Marine ha iniziato il recupero dei container e dei detriti dispersi in mare, questi ultimi sono stati identificati in seguito ad una complessa operazione svolta tra luglio e agosto, attraverso l'utilizzo di sonar a scansione laterale.

Le autorità dello Sri Lanka hanno presentato la loro seconda richiesta di risarcimento, al vaglio del London P&I Club con cui l'armatore aveva assicurato la X-Press Pearl.

X-Press Feeders in un aggiornamento ha dichiarato: "Continuiamo a lavorare con le autorità dello Sri Lanka per il rimpatrio degli otto membri dell'equipaggio che sono attualmente ospitati in un hotel a Colombo" - Nessun membro dell'equipaggio riportó ferite in seguito all'incidente -  "Siamo ansiosi di riportarli a casa per il ricongiungimento con le loro famiglie", ha concluso la compagnia.

Secondo quanto dichiarato ai media dal Gruppo X-Press Feeders, all'origine dell'incendio sarebbe stato un imballaggio difettoso che avrebbe generato la perdita di acido, riscontrato dall'equipaggio già quando la nave si trovava nel Mar Arabico a migliaia di chilometri di distanza dallo Sri Lanka.

Rilevata la perdita, il capitano della nave aveva quindi contattato due porti – Hazira sulla costa occidentale dell'India e Hamad in Qatar – chiedendo  di scaricare. Ma le richieste furono respinte e la nave prosegui il suo viaggio fino allo Sri Lanka dove avvenne il disastro.

Incidente che quindi avrebbe potuto essere evitato se i porti avessero fatto scaricare il carico danneggiato.

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