WASHINGTON – Prende forma “Amarica First”, l’amministrazione Trump ha firmato il ritiro da 66 organizzazioni, tra ONG e organismi delle Nazioni Unite, operazione con cui si riduce il sostegno al multilateralismo, tra le organizzazioni abbandonate figurano: 31 agenzie ONU, ritenute in contrasto con gli interessi nazionali, quelle legate a clima, lavoro, istruzione e diritto internazionale.
Riguardo al settore marittimo gli Stati Uniti si ritirano dal Regional Cooperation Agreement on Combatting Piracy and Armed Robbery against Ships in Asia (RECAAP), nonché dalla United Nations Conference on Trade and Development (UNCTAD) e dall’United Nations Oceans, l’interagenzia di coordinamento sulle questioni oceaniche e costiere delle Nazioni Unite.
Ilsegretario di Stato Marco Rubio, che ha guidato la revisione dalle 66 organizzazioni, ha dichiarato: «L’amministrazione Trump ha riscontrato che queste istituzioni sono ridondanti nel loro ambito, mal gestite, inutili, dispendiose, mal gestite, in balia degli interessi di attori che perseguono i propri obiettivi contrari ai nostri, o rappresentano una minaccia per la sovranità, le libertà e la prosperità generale della nostra nazione».
Inoltre Trump ha avvertito che la revisione delle istituzioni è ancora in corso, questo fa pensare che altri organismi potrebbero subire un trattamento simile.
Negli ultimi 12 mesi l’amministrazione Trump ha avuto tensioni anche con l’IMO (International Maritime Organization) quando nell’aprile scorso ha abbandonato i colloqui sul clima che sono sfociati nell’accordo quadro Net-zero dell’IMO in ottobre. Nonostante questo, a fine novembre, gli Stati Uniti sono stati rieletti nella Categoria (a) del Consiglio dell’IMO, l’organo esecutivo dell’organismo delle Nazioni Unite responsabile, sotto l’egida dell’Assemblea, della supervisione del lavoro dell’organizzazione.














