Livorno – I funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) di Livorno nel corso di un’operazione svolta nel porto di Livorno, hanno intercettato un carico composto da 1.200 pentole a pressione e padelle risultate non conformi agli standard di sicurezza. Il valore complessivo della merce si aggirava intorno agli 84.000 euro. I prodotti erano sprovvisti della necessaria documentazione tecnica e riportavano marcature CE che, a seguito di verifiche, si sono rivelate false.
Il container, proveniente dal subcontinente indiano, era stato individuato dal sistema informatico dell’ADM per un controllo documentale approfondito. Durante le verifiche, sono emerse incongruenze tra la dichiarazione di importazione e i documenti commerciali allegati, circostanza che ha spinto i funzionari a effettuare un’ispezione fisica. In questa fase è stata accertata la presenza di marcature CE graficamente difformi rispetto a quelle previste dalla normativa europea.
Alla luce dell’assenza di documentazione tecnica e dei sospetti sulla falsità delle marcature, lo svincolo della merce è stato immediatamente sospeso. L’ADM di Livorno, in qualità di autorità di controllo, ha richiesto l’intervento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la valutazione delle presunte irregolarità. Il Ministero ha confermato le conclusioni dell’Agenzia, concedendo all’azienda importatrice la possibilità di regolarizzare, distruggere o respingere la merce non conforme.
Poiché la società non ha aderito alle disposizioni impartite dalle autorità competenti, il personale dell’ADM ha proceduto al sequestro dell’intero lotto. Il legale rappresentante dell’azienda è stato denunciato all’Autorità giudiziaria con l’accusa di tentata frode in commercio e tentata vendita di prodotti industriali con segni mendaci.
L’immissione sul mercato di prodotti non sicuri e recanti marcature CE indebite non rappresenta solo un potenziale pericolo per la salute dei consumatori, ma altera anche le dinamiche concorrenziali. La vendita di articoli potenzialmente rischiosi a prezzi inferiori rispetto a quelli conformi costituisce infatti una forma di concorrenza sleale nei confronti delle imprese che operano nel rispetto delle regole.
Il sequestro rientra nell’ambito delle attività di controllo capillari svolte dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per contrastare l’ingresso sul territorio nazionale ed europeo di prodotti non sicuri e privi dei requisiti previsti dalla normativa vigente.














