FHP group punta a fare di Venezia uno degli snodi più all’avanguardia e sostenibili del Paese

La società ha investito 16 milioni di euro nel porto di Marghera, guardando a nuove tecnologie, digitalizzazione e sostenibilità.
FHP Terminal Venezia
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PORTO MARGHERA – FHP Group, primo operatore italiano per logistica integrata marittimo-terrestre per le merci alla rinfusa, nell’ultimo triennio ha investito 16 milioni di euro (6,7 nell’ultimo anno) nel porto di Venezia Marghera, con l’acquisto di nuovi mezzi, nuove attrezzature, sostenendo la crescita industriale grazie anche a 30 nuove assunzioni (10 nell’ultimo anno). L’obiettivo, da un lato, è stato quello di svecchiare il parco-mezzi, ma al contempo guardare alle nuove tecnologie, puntando su ibrido gasolio-elettrico e “full elettrico”, con sistemi di sicurezza innovativi, che impediscano sempre di più l’interferenza uomo macchina.

L’obiettivo della società è di fare del Porto di Venezia uno degli snodi più all’avanguardia e sostenibili del Paese.

FHP opera a Venezia e Chioggia con 1 milione di metri quadri di superficie operativa per la movimentazione delle merci, con 26 mila metri quadri di magazzini coperti e banchine di oltre 4 kmi con fondali profondi oltre undici metri. Uno snodo di 35,9 chilometri di binari interni e quattro silos per lo stoccaggio di materiali sfusi fanno dei terminal un punto strategico per il flusso commerciale tra Italia e estero.

«Siamo presenti a Venezia e Chioggia con tre terminal principali “Breakbulk (rinfuse)”, che sono FHP Terminal Venezia, Transped e FHP Terminal Chioggia. Grazie ai duecento dipendenti specializzati riusciamo a movimentare oltre quattro milioni e mezzo di tonnellate all’anno», ha spiegato il direttore esecutivo Mauro Marchiori. Proprio le figure professionali sono al centro della programmazione dell’azienda: «Possiamo gestire le merci che trattiamo solo grazie alle capacità multitasking dei dipendenti, che sono il nostro vero valore aggiunto. Il loro know-how ci consente di poter sviluppare un giorno project cargo, un giorno siderurgico e l’altro farine, spaziando e offrendo così opportunità ai clienti italiani ed esteri».

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Sono state fondamentale le assunzioni, ha ribadito il direttore Marchioni, dimostrando come la connessione porto-città sia fondamentale: «Le nostre attività sono fortemente connesse al “saper fare” di chi lavora con noi» – ha detto Marchioni – «L’adozione di mezzi e tecnologie è funzionale alla valorizzazione delle capacità delle persone che hanno scelto FHP e il nostro porto per trovare una realizzazione non solo professionale, ma anche umana, stabilendo qui la propria vita. Solo nell’ultimo triennio abbiamo potuto contare su trenta assunzioni in più, che hanno portato la nostra realtà a oltre duecento dipendenti. Tutte persone che risiedono nel territorio e contribuiscono al tessuto sociale».

A testimonianza del fatto che oltre a ricevere dal territorio, FHP abbia voluto “ricambiare”, c’è stata anche un’attività benefica che ha visto protagonisti i lavoratori: «Quest’anno, i dipendenti hanno condiviso l’idea dell’azienda di sostenere gli ospedali di Mestre e Chioggia (reparti di oncologia pediatrica e oncologia), ma anche l’Avapo, l’associazione di volontari che sostiene le cure dei pazienti oncologici. È un modo tangibile con cui abbiamo voluto ricambiare quello che riceviamo quotidianamente dalla nostra attività professionale. Riteniamo che chi operi sul territorio debba anche sostenerlo, partendo dalle realtà più fragili. Non posso che ringraziare tutti i dipendenti per la scelta di destinare una parte del premio annuale a questa attività, che dimostra quanto chi lavori sia integrato con la società».

 

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