Export italiano in crescita del 3,5% nei primi dieci mesi del 2025

Dal 26° “Fedespedi Economic Outlook” segnali di tenuta per il commercio estero, in un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche e volatilità energetica
Pitto
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Milano – L’export italiano archivia i primi dieci mesi del 2025 con un incremento del 3,5%, mentre le importazioni segnano un +3,8%. È quanto emerge dal 26° “Fedespedi Economic Outlook”, l’osservatorio periodico della Federazione Nazionale delle Imprese di Spedizioni Internazionali che monitora l’andamento del trasporto merci e degli scambi globali.

Il quadro macroeconomico nazionale evidenzia un PIL in crescita dello 0,7%, un’inflazione scesa sotto la soglia del 2% – in linea con gli obiettivi della BCE – e una bilancia commerciale che si conferma in territorio positivo con un saldo attivo di 39,6 miliardi di euro.

A trainare l’export italiano contribuisce in particolare il mercato nordamericano, che registra un balzo dell’8,5%. Un risultato legato anche all’anticipo degli ordini da parte delle imprese, in previsione dell’introduzione di nuovi dazi. Resta tuttavia elevata l’attenzione sulle tensioni geopolitiche, che incidono sui costi energetici e, di riflesso, sulla competitività delle filiere produttive e logistiche.

«Il contesto politico internazionale in questo avvio di 2026 continua a rappresentare il principale fattore di condizionamento dell’economia globale – osserva Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi –. Alle crisi già in atto si sono aggiunte nuove tensioni nelle relazioni atlantiche, come dimostra la recente vicenda legata alla Groenlandia. Nonostante ciò, il sistema mostra capacità di tenuta, sostenuto anche dagli investimenti in innovazione tecnologica. Monitoriamo però con attenzione l’andamento delle materie prime energetiche, con Brent e gas naturale tornati in rialzo all’inizio dell’anno per effetto delle tensioni in Medio Oriente».

Sul fronte internazionale, il 2025 si conferma un anno record per il commercio estero cinese: l’export di Pechino cresce del 5,5%, con un surplus vicino ai 1.200 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti restano il principale mercato di destinazione, assorbendo il 15% delle esportazioni cinesi, seguiti da Hong Kong, Vietnam e Giappone. L’Italia si colloca al 19° posto tra i partner commerciali della Cina, con una quota dell’1,3% sull’export complessivo.

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Il “Fedespedi Economic Outlook” offre un quadro aggiornato delle dinamiche macroeconomiche globali, degli indicatori dell’import-export italiano e delle tendenze nei comparti dello shipping internazionale e del cargo aereo, strumenti essenziali per interpretare l’evoluzione delle catene logistiche in uno scenario in continua trasformazione.
Lo studio integrale è disponibile sul sito di Fedespedi, nella sezione Centro Studi.

SHIPPING
Il traffico mondiale di container nel 2025, nonostante le difficoltà economiche, ha visto un aumento stimabile intorno al 4-5%. I principali 25 porti mondiali hanno movimentato 375,3 milioni di Teu, con un incremento del 5,9% rispetto al 2024. L’area del Far East rimane trainante, in particolare nell’export verso l’Africa Sub-Sahariana e il Sud America.

I porti italiani censiti (dati annuali) hanno movimentato 9,35 milioni di Teu, con una crescita complessiva dell’8,3% rispetto al 2024. Tra i principali scali si segnalano gli ottimi risultati di Savona (+58,4%), Cagliari (+33,8%) e Gioia Tauro (+14,2%). In flessione invece Trieste (-19,1%) e Genova (-1,6%). I porti censiti del Mediterraneo (non italiani) hanno movimentato complessivamente 43,6 milioni di Teu, con un incremento del 7,8%. La qualità dei servizi marittimi nel 2025 è nettamente migliorata: le navi arrivate in orario sono state in media il 61,4%, contro il 53% del 2024, con un ritardo medio sceso a 4,8 giorni.

CARGO AEREO
Sulla base dei dati IATA, la domanda globale a dicembre 2025 è aumentata del 4,3%. Il 2025 ha registrato un aumento del traffico cargo aereo in Italia dell’1,7%. Milano Malpensa si conferma leader indiscusso, movimentando circa il 60% del totale nazionale con una crescita del +4,3%. Tra gli scali italiani registrano performance positive anche Bergamo (+6,8%) e Napoli (+4%), mentre soffrono Brescia (-18,6%) e Roma Ciampino (-30,4%). A livello europeo, nel primo semestre 2025, Francoforte mantiene il primato, mentre Milano Malpensa si conferma all’11° posto e Roma Fiumicino al 17°.

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DAZI E COMMERCIO INTERNAZIONALE
Le incertezze legate alle politiche tariffarie dell’amministrazione Trump continuano a influenzare gli scambi. Tuttavia, nei primi dieci mesi del 2025, l’export italiano verso gli Stati Uniti è cresciuto del 9,1% in valore, e il mercato USA rappresenta ora il 11,9% dell’export totale italiano. Le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti mostrano andamenti divergenti nei settori chiave:
• Prodotti farmaceutici: boom del +62,7%, che ora rappresentano il 22,8% dell’export verso gli USA.
• Automotive: in calo del -20,6% (export autoveicoli).
• Prodotti alimentari: in lieve flessione dell’1,3%, con il vino fermo a -7,5%.
• Costruzioni navali: forte crescita del +192,5%.

 

 

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