Strategia UE, ANCIP(Imprese portuali): Stop ETS per le isole prive di collegamenti terrestri

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ROMA Il ruolo strategico delle imprese e delle attività portuali per la competitività di Sardegna, Sicilia e delle isole minori  al centro delle proposte presentate da ANCIP, Associazione Nazionale Compagnie Imprese Portual, alla Commissione europea nell’ambito della consultazione pubblica della Commissione europea sulla Strategia dell’Unione per le isole.

Su invito del presidente della IX Commissione Trasporti della Camera dei deputati, on. Salvatore Deidda, ANCIP ha avviato un confronto con numerose imprese associate attive nei porti di Sardegna e Sicilia. A seguito di interlocuzioni con le Autorità di Sistema Portuale delle isole e grazie ai contributi dei presidenti Bagalà e Rizzo e della Commissaria straordinaria Tardino, è stato definito un pacchetto di proposte volto a sostenere concretamente il sistema portuale insulare.

Secondo ANCIP, le imprese portuali costituiscono un’infrastruttura operativa fondamentale per i territori insulari: assicurano la continuità dei traffici, la gestione delle merci e il funzionamento delle filiere produttive. Tuttavia, tali realtà affrontano criticità crescenti, a partire dall’impatto del sistema EU ETS sul trasporto marittimo, che comporta un significativo aumento dei costi operativi e logistici, incidendo direttamente sulla sostenibilità economica delle attività portuali.

Per questo, tra le proposte principali, figura la sospensione per almeno dieci anni del sistema ETS per le isole prive di collegamenti terrestri, affiancata da un meccanismo europeo di compensazione degli extracosti sulle rotte essenziali, con l’obiettivo di tutelare concretamente le imprese attive nei porti.

ANCIP propone inoltre la creazione di un corridoio europeo integrato per la continuità territoriale e il riconoscimento di porti e aeroporti insulari come hub strategici, prevedendo priorità negli investimenti e misure dedicate per migliorare l’efficienza operativa e ridurre i costi per gli operatori.

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Sul piano normativo, l’Associazione sollecita una revisione delle regole sugli aiuti di Stato, chiedendo l’esclusione delle misure di compensazione dell’insularità e l’introduzione di zone franche integrali e regimi fiscali agevolati, con l’obiettivo di sostenere le imprese portuali, attrarre investimenti e rafforzare il tessuto produttivo locale.

L’obiettivo – sottolinea ANCIP – è fare in modo che la Strategia europea per le isole riconosca pienamente il ruolo centrale delle imprese portuali e si traduca in strumenti concreti in grado di rafforzare la competitività dei territori insulari e la coesione dell’Unione.

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