ROMA – “Entriamo nella fase decisiva della riforma. Vogliamo una portualità più efficiente, una regia nazionale più forte sugli investimenti strategici e tempi più rapidi per realizzare le opere. Senza togliere ruolo e autonomia ai territori, dobbiamo mettere i porti italiani nelle condizioni di competere nel Mediterraneo e sui grandi traffici internazionali”. Lo ha dichiarato il vice ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi.
L’iter della riforma della governance portuale è entrato nel vivo con il voto alla Camera, in IX Commissione Trasporti ha preso il via la votazione degli emendamenti al disegno di legge, dopo il confronto parlamentare e le audizioni dei mesi scorsi. Sono 622 gli emendamenti presentati entro il termine del 3 agosto. Il provvedimento interviene sulla legge 84 del 1994 e prevede, tra le altre misure, la nascita di Porti d’Italia Spa, società a capitale interamente pubblico per la programmazione e la realizzazione delle opere strategiche.
Il percorso parlamentare entra così nella fase operativa, con l’obiettivo di arrivare a una riforma strutturale della governance portuale italiana.
















