Il cold ironing dei porti italiani sbarca a Londra, cresce l’interesse dei fondi di investimento

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LONDRA Il tema del cold ironing nei porti italiani approda a Londra e cattura l’attenzione non solo del cluster marittimo internazionale, ma anche di investitori istituzionali e fondi finanziari interessati alle prospettive economiche e infrastrutturali legate all’elettrificazione delle banchine.

È stato questo il filo conduttore del workshop “Cold ironing, alimentare i porti del futuro”, ospitato presso l’Ambasciata d’Italia nel Regno Unito e organizzato in collaborazione con Aon S.p.A. / Aon Re e lo studio legale ADVANT Nctm.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti del settore marittimo, delegati presso l’IMO di diversi Paesi, assicuratori e fondi di investimento specializzati in infrastrutture, con un confronto focalizzato sullo sviluppo dello shore power, sulle sfide tecniche e regolatorie dell’elettrificazione portuale e sulla gestione dei rischi connessi.

Particolare attenzione è stata dedicata alle opportunità di investimento, ai modelli di allocazione del rischio e alle soluzioni assicurative necessarie a sostenere una transizione energetica complessa ma ormai centrale nelle strategie portuali europee.

Dopo il benvenuto del Consigliere d’Ambasciata Umberto Bernardo, che ha portato i saluti dell’Ambasciatore Fabio Cassese, e le introduzioni di Andrea Parisi e Pietro Toffanello, rispettivamente amministratori delegati di Aon Italia e Aon Reinsurance Italia, è intervenuta Benedetta Scotti, dirigente della Direzione Generale per i porti, la logistica e l’intermodalità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha illustrato il progetto nazionale di elettrificazione delle banchine.

Nel corso del workshop si sono susseguiti gli interventi di Alberto Rossi, coordinatore del Dipartimento Shipping di ADVANT-Nctm e segretario generale di Assarmatori, di Giorgio Moroni di Aon S.p.A. e di Riccardo Barelli di Aon Re.

La moderazione è stata affidata a Giuseppe Spera, rappresentante permanente Aggiunto d’Italia presso l’IMO, che ha sottolineato come “l’evoluzione dei porti in hub energetici apra importanti opportunità di investimento, pur richiedendo ingenti capitali e una stretta cooperazione tra autorità portuali, armatori e fornitori di energia sullo sfondo delle iniziative politiche europee e dell’agenda climatica dell’IMO, il successo dell’elettrificazione portuale rappresenta sia una sfida sia un’opportunità strategica. La sua realizzazione dipende dalla combinazione di un solido supporto regolatorio, investimenti di capitale, innovazione tecnologica ed efficace gestione del rischio”.

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Sul fronte giuridico e assicurativo, è intervenuto Alberto Rossi, che ha evidenziato come la costruzione di infrastrutture efficaci debba necessariamente integrare una valutazione accurata dei profili normativi e di rischio. “Una efficace infrastrutturazione deve tenere giocoforza conto degli aspetti legali e assicurativi, anzitutto per evitare rischi legati ai cosiddetti contenziosi climatici. Che cosa accadrebbe infatti se l’armatore, la cui nave è dotata della ‘spina’, non potesse rifornirsi di energia da terra per mancanza o malfunzionamento del sistema? Di chi sarebbe la responsabilità? Il quadro regolatorio è ampio e purtroppo non sempre univoco, d’altronde stiamo parlando di una novità, in cui l’Italia ha saputo muoversi con lungimiranza e con un investimento rilevante. Discutere di questi aspetti, e di quelli assicurativi, significa mettere i potenziali investitori in un’ottica di maggiore consapevolezza, aiutando quindi lo sviluppo del sistema-Paese”.

Sul versante assicurativo, Giorgio Moroni di Aon S.p.A. ha posto l’attenzione sui nuovi rischi operativi legati all’elettrificazione delle banchine. “Con la diffusione sistematica e concentrata dei sistemi di shore power, assume un’importanza sempre maggiore la gestione dei rischi operativi connessi all’allaccio delle navi alle reti elettriche terrestri ad alta tensione, tra cui malfunzionamenti delle apparecchiature, picchi di tensione e potenziali incendi. Ci siamo occupati di individuare le necessarie integrazioni e gli emendamenti alle coperture di responsabilità oggi disponibili per coprire nuovi potenziali rischi, senza che vi sia il supporto di dati ed esperienze statistiche”.

Infine, Riccardo Barelli di Aon Reinsurance ha evidenziato il ruolo centrale del mercato assicurativo nel sostenere lo sviluppo del settore. “Ci siamo molto focalizzati sulla ricerca di capacità assicurativa da parte di vari mercati per far fronte alla verosimile richiesta di massimali importanti per le polizze di responsabilità dei concessionari. Il settore assicurativo riveste infatti un ruolo centrale, quello di garantire la compatibilità del nuovo sistema sotto ogni profilo, tutelando tutti gli operatori dalle perdite economiche e consolidando la fiducia nella sicurezza e nell’efficacia del cold ironing”.

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