GENOVA – Giornata memorabile per il terminal genovese PSA Sech che ha festeggiato l’arrivo di due nuove gru di banchina, due ship-to-shore elettriche di ultima generazione, investimento strategico da oltre 20 milioni di euro e di grande rilevanza per il futuro del terminal.
Con i loro 125 metri di altezza, le imponenti gru che si distinguono anche per il caratteristico colore blu, da sempre simbolo distintivo del terminal, sono giunte al Sech a bordo della nave Zhen Hua 23, dopo quasi tre mesi di navigazione. La nave partita nel dicembre scorso dalla Cina dai cantieri di Changxing Base, dopo avere oltrepassato il Capo di Buona Speranza ha fatto scalo prima a Rotterdam dove ha sbarcato altre commesse, per poi arrivare a Genova.
Prodotte dai cantieri Shanghai Zhenhua Heavy Industries Company Limited (ZPMC) le due gru fanno parte di un più ampio investimento da parte di PSA Italy che prevede la sostituzione di almeno quattro delle attuali gru, ormai obsolete.
L’amministratore delegato di PSA Italy, Roberto Ferrari, ha commentato l’arrivo delle due nuove gru: «Si tratta di un evento epocale: le due nuove gru di banchina non solo anticipano il piano di investimenti previsto fino al 2047, ma rafforzano il ruolo di SECH come terminal storico di Genova, secondo per importanza, dimensioni e capacità nella movimentazione dei container dopo PSA Genova Pra’ – ha detto Ferrari – Parliamo di gru di ultimissima generazione, progettate con tecnologie all’avanguardia, ma soprattutto sviluppate attraverso un importante lavoro di ingegneria per adattarle alle specificità infrastrutturali del nostro terminal. Il loro iconico colore blu, che da oltre trent’anni caratterizza lo skyline del porto, racconta la nostra storia e il legame con questa città. Questo investimento rappresenta un passo importante, che porta prestigio al mondo PSA e conferma la nostra attenzione all’innovazione e all’eccellenza operativa.»
L’investimento complessivo, superiore ai 20 milioni di euro, rafforza ulteriormente la qualità dei servizi offerti, con particolare attenzione a sostenibilità, innovazione e sicurezza. Dal punto di vista tecnico, le nuove gru raggiungono un’altezza totale di 125 metri, superando di 25 metri le precedenti strutture, mentre lo sbraccio operativo passa da 50 a 60 metri. Le prestazioni risultano significativamente migliorate anche in termini di capacità di sollevamento, che arriva fino a 65 tonnellate sotto spreader in modalità twin lift, rispetto alle 45 tonnellate delle gru precedenti, con un’altezza di sollevamento da terra pari a 48 metri.
Un elemento distintivo del progetto è rappresentato dall’elevato grado di personalizzazione: le gru sono state infatti progettate come equipment su misura, in grado di integrarsi perfettamente con un’infrastruttura portuale storica. L’attività del team di engineering di PSA Sech ha puntato a coniugare precisione, robustezza e innovazione, introducendo tecnologie avanzate come i sistemi OCR per il riconoscimento ottico dei container, il rilevamento digitale della posizione dei mezzi durante le operazioni di scarico e la scansione del profilo nave. Soluzioni che contribuiscono a migliorare efficienza, produttività e sicurezza operativa.
Le operazioni di scarico delle gru sono previste nell’arco di circa una settimana, cui seguiranno le attività di installazione e collaudo.
L’entrata in piena operatività è programmata per giugno 2026.
Questo intervento si inserisce nel più ampio percorso di modernizzazione avviato dal terminal e annunciato nel 2023, in occasione del trentesimo anniversario di attività del PSA SECH, primo terminal container a ottenere una concessione nel porto di Genova nel 1993. Le nuove gru rappresentano quindi un ulteriore tassello nella strategia di sviluppo di PSA, volta a consolidare il ruolo di Genova come hub logistico di riferimento nel Mediterraneo, grazie a infrastrutture moderne e capaci di accogliere le navi di ultima generazione. Un investimento che conferma una visione orientata al futuro, nel segno dell’innovazione e dell’eccellenza operativa.
Sul tema concessorio l’amministratore delegato Ferrari, nel corso della conferenza stampa, è stato molto chiaro: Le due nuove gru, e gli ulteriori investimenti tecnologici previsti, sono un segnale concreto che PSA Italy sta proseguendo con determinazione nel piano di investimenti per il terminal Sech, con un orizzonte che si estende fino al 2048, anno di scadenza della concessione.
PSA Italy sarà pertanto disponibile a valutare la situazione, ma solo a fronte di condizioni ben precise, ha spiegato Ferrari, qualora l’Autorità di Sistema Portuale, come anticipato dal presidente Matteo Paroli, dovesse indicare nel nuovo Piano Regolatore Portuale — destinato a definire il futuro degli scali di Genova e Savona — una diversa destinazione per quell’area. Sarà però indispensabile assicurare superfici equivalenti, una banchina di 500 metri e un congruo indennizzo per gli investimenti realizzati. Condizione imprescindibile resta la possibilità di trasferire integralmente attività, personale e risorse.
Ferrari ha sottolineato inoltre che, in caso di una simile decisione, spetterebbe all’Autorità portuale individuare soluzioni alternative, assicurando al terminalista spazi idonei per la ricollocazione delle operazioni e dei lavoratori. Tra le ipotesi sul tavolo, la più plausibile appare quella di un ampliamento del terminal PSA di Genova Pra’, in linea con l’attuale Piano regolatore, ad esempio attraverso l’estensione della banchina e della diga. Si tratta, tuttavia, di scenari ancora ipotetici, in attesa della presentazione del nuovo PRP, prevista entro la fine dell’anno.




















