Economia del Mare, in Gazzetta la Strategia Marittima Nazionale

Italia nel Mediterraneo
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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'”Approvazione della strategia industriale marittima nazionale (26A03184) (GU Serie Generale n.149 del 30-06-2026) con cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri tramite il Comitato Interministeriale per le Politiche del Mare (CIPOM), adotta ufficialmente la Strategia Industriale Marittima Nazionale

La Strategia definisce l‘indirizzo delle politiche pubbliche per lo sviluppo dell’Economia del Mare e rappresenta il quadro di riferimento per il coordinamento delle politiche marittime nazionali. Al fine di consolidare un settore che oggi in Italia genera un valore superiore a 216,7 miliardi di euro, rappresentando circa l’11,3% del PIL nazionale. Il documento punta a una programmazione integrata capace di coordinare le numerose filiere che compongono la blue economy: trasporto marittimo, porti, cantieristica, logistica, industria, energia, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale e dell’ambiente marino.

Tra gli elementi qualificanti del documento vi è il rafforzamento del ruolo del CIPOM quale sede di coordinamento delle politiche del mare, con l’obiettivo di favorire una pianificazione condivisa tra le diverse amministrazioni competenti e superare l’approccio frammentato che ha caratterizzato gli interventi nei diversi comparti della Blue Economy.

Piano del Mare 2026-2028

Strumento esecutivo della Strategia è il Piano del Mare 2026-2028, approvato dal CIPOM è entrato in vigore a seguito del relativo DECRETO 7 maggio 2026. Il Piano individua le priorità di intervento per i prossimi tre anni, con l’obiettivo di rafforzare la governance del comparto e consolidare il ruolo del mare come leva strategica per la competitività, l’innovazione e lo sviluppo sostenibile del Paese.

Nell’ambito del Piano viene sottolineato il ruolo svolto dal Ministero per la Protezione Civile e le Politiche del Mare nel coordinamento di un percorso che punta a una programmazione di lungo periodo.

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Tra gli obiettivi principali figura il rafforzamento della competitività dell’economia del mare italiana in ambito nazionale, ma anche europeo ed euro-mediterraneo. In questa prospettiva il Mediterraneo viene individuato come uno spazio sempre più strategico sotto il profilo economico, logistico, energetico, industriale e geopolitico, offrendo all’Italia l’opportunità di consolidare la propria posizione di piattaforma marittima naturale al centro dei traffici dell’area.

Il Piano individua inoltre nell’innovazione uno dei principali fattori di crescita del comparto. Nei prossimi anni sarà necessario incrementare gli investimenti nelle tecnologie marine avanzate, nella digitalizzazione, nell’intelligenza artificiale, nella robotica, nell’osservazione della Terra e nelle infrastrutture strategiche. Particolare attenzione viene riservata anche all’integrazione tra i settori dello Spazio, del Mare e della Dimensione Subacquea, considerata uno degli elementi destinati a trasformare profondamente le filiere marittime e ad aprire nuove opportunità di sviluppo industriale, scientifico e tecnologico.

Un altro pilastro della strategia riguarda la disponibilità di dati e strumenti di analisi a supporto delle decisioni pubbliche e private. La disponibilità di dati affidabili, analisi aggiornate e strumenti previsionali viene considerata una condizione indispensabile per orientare le scelte delle istituzioni e degli operatori economici. In quest’ottica, la conoscenza rappresenta un elemento sempre più determinante per la competitività del settore, mentre il sistema camerale continuerà a collaborare con il Dipartimento per le Politiche del Mare, il Governo e gli altri soggetti della blue economy nella fase di attuazione del Piano.

L’impostazione del Piano del Mare 2026-2028 conferma quindi la volontà di fare del mare uno degli assi portanti delle politiche industriali e di sviluppo del Paese, valorizzando un comparto che genera occupazione, innovazione e valore economico e che può rafforzare ulteriormente il ruolo dell’Italia come protagonista nel Mediterraneo e in Europa.

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