Gioia Tauro – WISTA Italy (Women’s International Shipping & Trading Association) in visita istituzionale al porto di Gioia Tauro.
Una delegazione dell’associazione, guidata dalla presidente Costanza Musso, è stata accolta presso l’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, dove si sono svolti i saluti istituzionali, seguiti da una presentazione delle attività e delle strategie di sviluppo del sistema portuale. Lo ha annunciato WISTA in una nota.
A seguire la delegazione è stata ricevuta in Capitaneria di porto, accolta dal comandante Nicola Silvestri, alla presenza dei rappresentanti dell’Autorità di Sistema Portuale: il segretario generale Pasquale Faraone, la responsabile della comunicazione Concetta Schiariti e la responsabile tecnica Carmela De Maria
Durante l’incontro sono stati illustrati i progetti in corso di sviluppo nello scalo: i vari investimenti infrastrutturali tra cui il cold ironing. Il progetto prevede la realizzazione di un’infrastruttura per una potenza complessiva di 160 Megawatt con 9 prese elettriche dotata di 1,5 km di elettrificazione.
Accompagnate dalla compound manager Rosy Ficara e dalla responsabile finance Anna Bocaletto, la visita è proseguita presso il Terminal Auto Automar, gestito da Automar Logistics – società partecipata da Grimaldi, Bertani e Mercurio – che opera un’area di 320.000 mq dedicata alla movimentazione di veicoli in forte espansione, con un ampliamento in corso anche nella zona retroportuale per circa 40.000 metri quadrati, con possibilità di stoccaggio di 17.000 auto e dove transitano oltre 100.000 auto all’anno che arrivano con navi carrier, nel 2025 circa 80, e vengono poi consegnate in tutta Italia dalla logistica specializzata del Gruppo. Nell’area in concessione ad Automar si trova una scassa adibita a navi ro-ro.
“La visita è terminata con un pranzo organizzato nella mensa di Automar” – ha sottolineato WISTA – “in un vero scambio di esperienze professionali particolarmente interessante e proficuo”.
Il tema della leadership femminile nella portualità italiana
“La visita a Gioia Tauro” – ha spiegato l’associazione – “si inserisce in un percorso più ampio di riflessione sulla presenza femminile ai vertici del sistema portuale nazionale.
Come l’Osservatorio sulla presenza femminile nella Blue Economy di prossima presentazione – realizzato da Prometeia per Wista e da Federazione del Mare – ha ben evidenziato, la presenza femminile nel settore marittimo è ancora molto limitata ma proprio per questo caratterizzata da donne particolarmente appassionate e preparate. I numeri della presenza femminile sono ancora impietosi, non si arriva ad un 20% ma si scende al 2% se si considera le banchine e le donne imbarcate.
Unico faro di uguaglianza di genere sono le Autorità di Sistema Portuale dove la presenza femminile si assesta sul 46% con un 30% di dirigenti ma questi dati positivi scompaiono quando si arriva alla Governance dove l’ultima tornata di nomine del 2025-2026 ha portato un’unica donna alla presidenza a Palermo, Annalisa Tardino e solo, per ora, due donne segretario: Federica Montaresi – segretario generale dell’AdSP del Mar Ligure Orientale (Porti di La Spezia e Marina di Carrara), Giusy Marabello – segretario generale dell’AdSP dello Stretto (Porti di Messina, Milazzo, Villa San Giovanni e Reggio Calabria)”.
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Il porto di Gioia Tauro
Il porto di Gioia Tauro, costruito negli anni settanta come infrastruttura industriale per la siderurgia, è stato riconvertito, negli anni novanta, dall’imprenditore genovese, Angelo Ravano, quale maggiore porto di transhipment nazionale.
Oggi sono circa 3.000 le persone che vi lavorano di cui 1.600 assunte in modo diretto e il suo giro di affari rappresenta oltre il 50% del PIL privato prodotto in Calabria. Si tratta di una struttura che copre 1,8 milioni di km quadrati con 3,5 km di banchina dove due grandi navi, da 24.000 teu, possono affiancarsi senza problemi grazie ai fondali e alla dimensione della struttura portuale.
Oltre ad ospitare il terminal Automar — hub strategico per lo stoccaggio e il transhipment di autoveicoli —, il porto di Gioia Tauro è il principale scalo nazionale per il transhipment di container. Qui opera il Medcenter Container Terminal (MCT), terminal operator del Gruppo MSC (tramite TiL, Terminal Investment Limited) che gestisce in concessione le aree dedicate alla movimentazione dei container.)
La società opera con 32 gru di banchina per una capacità di stoccaggio di 70.000 teu, nel 2025 il terminal ha movimentati 4,5 milioni di teu.

















