Cassazione, annullate le condanne per gli ex vertici dell’Autorità portuale di Livorno e per gli imprenditori

La Suprema Corte ha annullato la sentenza della Corte d’Appello di Firenze, riguardante i permessi temporanei concessi al SDT per operare alla radice della Darsena Toscana. Escluso anche il risarcimento del danno alle parti civili.
SDT Livorno
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ROMA – La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza della Corte d’Appello di Firenze nei confronti degli ex vertici dell’Autorità di sistema portuale di Livorno e di alcuni imprenditori coinvolti nel procedimento relativo alle autorizzazioni temporanee rilasciate nel porto di Livorno al terminalista SDT  (Sintermar Darsena Toscana) per operare alla radice della Darsena Toscana.

La decisione è stata pronunciata dalla sesta sezione della Suprema Corte e, secondo quanto riferito dai difensori degli imputati, ha annullato tutte le condanne, escludendo anche il diritto delle parti civili al risarcimento del danno.

La vicenda giudiziaria riguardava un’ipotesi di falso ideologico connessa al rilascio di autorizzazioni temporanee all’interno del porto. Nel 2022 il Tribunale di Livorno aveva assolto tutti gli imputati, ritenendo insussistente il fatto contestato.

La Corte d’Appello di Firenze, nel 2025, aveva invece riformato la sentenza di primo grado, condannando il presidente dell’Autorità di sistema portuale Stefano Corsini, il segretario generale Massimo Provinciali e l’imprenditore Corrado Neri. Per gli altri imputati – Matteo Paroli, Costantino Baldissara, Luca Becce e Massimiliano Ercoli – era stata dichiarata la prescrizione.

La stessa sentenza d’appello aveva inoltre disposto il risarcimento dei danni in favore delle parti civili, disposizione ora esclusa dalla pronuncia della Cassazione.

I difensori: «Piena correttezza dell’operato»

L’avvocato Sabrina Franzone, difensore dell’ex segretario generale Massimo Provinciali, ha espresso “viva soddisfazione” per la decisione della Suprema Corte, sottolineando che la pronuncia avrebbe escluso la fondatezza delle contestazioni alla base della condanna in appello.

“viva soddisfazione per la pronuncia della Corte di Cassazione che, accogliendo i motivi di ricorso, ha escluso la fondatezza delle contestazioni poste alla base della condanna pronunciata in appello, restituendo pieno riconoscimento alla correttezza dell’azione dell’Ente. La decisione assume particolare rilievo anche per la posizione del dott. Massimo Provinciali, poiché riconosce come egli abbia sempre esercitato le proprie funzioni perseguendo esclusivamente gli interessi dell’Ente e della comunità portuale. Si tratta di una pronuncia che pone finalmente un punto fermo su una vicenda giudiziaria lunga e complessa e che conferma la coerenza delle scelte adottate con le finalità istituzionali dell’Autorità”.

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Sulla sentenza è intervenuto anche l’avvocato Fabio Viglione, difensore di Stefano Corsini, già presidente dell’Autorità di Sistema Portuale di Livorno. ha commentato con soddisfazione la pronuncia della Corte di Cassazione: “l’esito del giudizio è pienamente coerente con quanto emerso nel processo e con quanto già accertato dal Tribunale di Livorno, che, al termine di un articolato dibattimento, aveva escluso la sussistenza del fatto contestato, riconoscendo la correttezza delle condotte del presidente Corsini, sempre orientate alla tutela dell’interesse pubblico. La Cassazione, accogliendo i nostri motivi di ricorso, ha annullato la decisione della Corte d’Appello che aveva riformato quella assolutoria di primo grado. Stefano Corsini, dopo tanta sofferenza, può andare a testa alta perché questa pronuncia riconosce incontrovertibilmente la piena correttezza del suo operato”.

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