Bari, gli autotrasportatori applicano una “Port-Fee” per compensare i maggiori costi operativi

La “Port-Fee” ha carattere temporaneo e rappresenta una misura "necessaria per garantire la sostenibilità economica delle imprese di autotrasporto"
Porto Bari
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BARI – Tempi di attesa sempre più lunghi, aumento delle ore di lavoro, maggiori consumi di carburante e una crescente usura dei mezzi. Sono le principali criticità denunciate dalle associazioni di categoria degli autotrasportatori che operano nel Porto di Bari, ANITA Confapi e SNA Casartigiani, che hanno annunciato l’introduzione, avvenuta a partire dal marzo scorso, di una “Port-Fee” per i servizi di trasporto che prevedono l’accesso e le operazioni all’interno dello scalo barese.

La decisione maturata nei mesi scorsi è arrivata al termine di un confronto con i vertici dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, svoltosi a febbraio, durante il quale le associazioni hanno nuovamente evidenziato le criticità che continuano a incidere sull’efficienza delle attività portuali e a generare costi aggiuntivi per le imprese del settore.

Secondo le associazioni, nonostante il clima di collaborazione instaurato con l’Autorità Portuale e il lavoro svolto nell’ambito del tavolo istituzionale permanente, permangono problematiche strutturali che determinano rallentamenti significativi nelle operazioni di ingresso, sosta e movimentazione dei mezzi.

Tra le principali criticità segnalate figurano il cronico congestionamento dei terminal container, l’elevato numero di mezzi stranieri provenienti dalle navi RO-PAX, l’intenso flusso di ritiri di semirimorchi dalle navi RO-RO e la contemporanea presenza di autobus turistici e crocieristici che contribuiscono ad aggravare la viabilità interna dello scalo.

Si tratta di problematiche già evidenziate dalle associazioni in una precedente comunicato dell’agosto 2025 e che, secondo gli operatori del settore, continuano a generare un incremento dei costi di esercizio. I maggiori oneri derivano principalmente dall’aumento dei tempi di attesa, dall’incremento delle ore lavorate, dai consumi di carburante e dall’usura dei mezzi.

Le associazioni sottolineano come il comparto dell’autotrasporto sia l’unico segmento della filiera portuale a sostenere direttamente tali costi aggiuntivi, senza la possibilità di trasferirli o condividerli con altri soggetti coinvolti nelle operazioni logistiche. Proprio per questo motivo, ricordano che in numerosi porti italiani è stata adottata una specifica tariffa compensativa per fronteggiare gli extra costi legati alle inefficienze operative.

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Alla luce di tale scenario, ANITA Confapi e SNA Casartigiani hanno comunicato che, a partire dal 16 marzo 2026, è stata applicata una “Port-Fee” a tutti i servizi di autotrasporto che comportano accesso, sosta e attività di carico e scarico all’interno del Porto di Bari.

Le associazioni precisano che l’importo della tariffa viene aggiornato periodicamente sulla base dell’andamento dei flussi di traffico, dei tempi di attesa e delle condizioni operative rilevate nello scalo. Ogni eventuale modifica viene preventivamente comunicata all’Autorità di Sistema Portuale e pubblicata attraverso i canali ufficiali delle organizzazioni di categoria. La “Port-Fee” viene inoltre indicata in fattura come voce separata, con l’esplicita indicazione della causale e dei riferimenti normativi.

Pur avendo introdotto la nuova misura, le associazioni esprimono apprezzamento per l’impegno profuso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e da tutti i soggetti coinvolti nel tavolo permanente di confronto. Secondo gli autotrasportatori, sono infatti in corso iniziative tecniche e organizzative finalizzate a migliorare la viabilità interna, ridurre i tempi di attesa e ottimizzare la gestione dei flussi veicolari.

Tra le possibili soluzioni individuate per affrontare le criticità dello scalo figura anche l’apertura di un nuovo varco di accesso e uscita dal porto, considerata una misura utile a decongestionare il traffico e a ridurre i tempi complessivi di permanenza dei mezzi all’interno dell’area portuale.

Le associazioni ribadiscono che l’introduzione della “Port-Fee” ha carattere temporaneo e rappresenta una misura ritenuta necessaria per garantire la sostenibilità economica delle imprese di autotrasporto e la continuità dei servizi logistici a beneficio dell’intera comunità portuale.

Infine, ANITA Confapi e SNA Casartigiani precisano che, qualora dovessero verificarsi condizioni operative analoghe anche in altri contesti, le imprese rappresentate si riservano la possibilità di estendere l’applicazione di analoghi extra costi laddove ciò dovesse rendersi necessario.

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