Grandi opere e corridoi TEN-T, Confetra: i ritardi minacciano la competitività italiana

L'allarme lanciato da Confetra sulle conseguenze dei ritardi non solo per il Brennero, ma in generale sulla continuità dei collegamenti tra i principali gateway logistici italiani e le reti europee.
De Ruvo Confetra
LinkedIn
Facebook
X
Telegram
WhatsApp
Email

ROMA – Il completamento delle grandi infrastrutture di trasporto non può essere valutato considerando esclusivamente le singole opere. Perché i corridoi europei producano pienamente i benefici attesi, è necessario che gallerie, linee di accesso, nodi logistici e collegamenti portuali procedano secondo tempistiche coordinate. È questo l’allarme lanciato da Confetra sulle conseguenze dei ritardi lungo alcune delle principali direttrici TEN-T che interessano l’Italia.

“I ritardi nella realizzazione delle grandi infrastrutture di trasporto, in particolare dei valichi alpini e dei corridoi TEN-T, rappresentano un rischio crescente per la competitività dell’Italia, per i porti e per l’intera filiera del trasporto, delle spedizioni e della logistica”.

A preoccupare la Confederazione è soprattutto il divario temporale tra la disponibilità delle infrastrutture strategiche e quella delle relative opere di accesso. Un problema che assume particolare rilevanza nei collegamenti transfrontalieri, dove l’efficienza dell’intero sistema dipende dalla capacità dei diversi Paesi coinvolti di rispettare una programmazione comune.

“Un’infrastruttura transfrontaliera – continua il testo – produce benefici soltanto quando tutte le sue componenti sono operative e adeguate agli standard europei. I ritardi di un singolo Paese generano effetti sull’intero corridoio, riducendo il rendimento degli investimenti già sostenuti dagli altri Stati”.

Il nodo del Brennero

Tra gli esempi indicati da Confetra figura il collegamento ferroviario del Brennero. Il rischio, secondo la Confederazione, è che la disponibilità del Tunnel di base non si traduca nell’immediata capacità di sfruttarne appieno il potenziale, a causa dei tempi necessari per completare gli accessi sul versante tedesco.

“il completamento del nuovo accesso ferroviario sul versante tedesco, previsto soltanto nel 2043, rischia di limitare per molti anni il pieno utilizzo del Tunnel di base. Un ritardo destinato a incidere sugli scambi intraeuropei, ai quali è riconducibile oltre il 60% delle esportazioni italiane, penalizzando il sistema industriale e producendo effetti negativi sui porti e sulle infrastrutture logistiche nazionali. Analoga attenzione va riservata al Terzo Valico dei Giovi, infrastruttura decisiva per collegare Genova e i porti liguri al sistema produttivo del Nord e al Corridoio Reno-Alpi. Il completamento dell’opera è indicato entro il 2028, mentre l’entrata in esercizio resta subordinata a collaudi e autorizzazioni. La sua piena efficacia dipenderà inoltre dal potenziamento delle tratte a nord, dei nodi e dei collegamenti di ultimo miglio, evitando che nuove strozzature, a partire dall’asse Pavia-Voghera, riducano la capacità resa disponibile”.

LEGGI TUTTO
Forum "Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry" edizione 2025, il 4 e 5 marzo a Milano

Il tema riguarda quindi non soltanto il Brennero, ma più in generale la continuità dei collegamenti tra i principali gateway logistici italiani e le reti europee. In questa prospettiva, anche il Terzo Valico dei Giovi viene considerato un tassello decisivo: l’infrastruttura dovrà assicurare un collegamento più efficiente tra il sistema portuale ligure, il Nord Italia e il Corridoio Reno-Alpi, ma la sua capacità effettiva dipenderà anche dalla realizzazione delle opere complementari e dall’adeguamento delle tratte a valle e a monte.

Costi e competitività

Per Confetra, i ritardi infrastrutturali hanno ripercussioni che vanno oltre la tempistica dei cantieri. Una rete incompleta o caratterizzata da strozzature rischia infatti di tradursi in maggiori costi per le imprese, minore prevedibilità dei tempi di trasporto e difficoltà nella pianificazione delle catene di approvvigionamento.

“ogni rinvio comporta maggiori costi logistici, minore affidabilità delle catene di approvvigionamento, perdita di competitività dell’export, rinvio degli investimenti privati e possibile deviazione dei traffici verso porti e corridoi concorrenti, oltre a produrre ritardi nel conseguimento degli obiettivi europei di intermodalità e decarbonizzazione”.

La questione assume una dimensione strategica anche alla luce degli obiettivi europei di trasferimento modale e riduzione delle emissioni. Senza collegamenti ferroviari continui e interoperabili, sottolinea la Confederazione, gli investimenti realizzati rischiano di non generare il livello di efficienza atteso e di lasciare spazio a direttrici concorrenti.

La richiesta di un coordinamento europeo

Da qui la richiesta di rafforzare il coordinamento tra gli Stati coinvolti nei principali corridoi TEN-T, accompagnando la realizzazione delle opere con strumenti di monitoraggio condivisi e scadenze verificabili.

“Le reti TEN-T – spiega De Ruvo – sono un bene comune europeo e non possono restare ostaggio di ritardi nazionali o di programmazioni non coordinate. Realizzare una galleria senza rendere tempestivamente disponibili gli accessi significa ridurre l’utilità economica dell’intero investimento L’Italia sta rispettando pienamente e con grande impegno gli obblighi assunti per il completamento delle opere sul versante italiano del Brennero, è pertanto necessaria un’iniziativa forte presso le istituzioni europee e gli Stati interessati, insieme a cronoprogrammi pubblici e verificabili, continuità finanziaria per le opere complementari e un monitoraggio unitario di valichi, accessi, nodi, porti e terminali. Occorre inoltre predisporre soluzioni transitorie e valorizzare i percorsi alternativi disponibili, affinché imprese e territori non sostengano passivamente il costo dei ritardi – conclude De Ruvo – la competitività logistica dell’Italia non dipende dalla somma di singole opere, ma dalla capacità di farle funzionare come una rete continua, efficiente e interoperabile. Il rispetto dei tempi è una condizione essenziale per trasformare la posizione geografica del Paese in crescita, occupazione e maggiore attrattività per i traffici internazionali”.

LEGGI TUTTO
Logistica, Alis terzo anniversario - Baretta: Trasporto via mare, alternativa concreta alla mobilità del Paese

Il messaggio di Confetra è dunque rivolto tanto alle istituzioni italiane quanto a quelle europee: la competitività del sistema logistico nazionale dipenderà non solo dalla conclusione delle singole infrastrutture, ma dalla loro effettiva integrazione all’interno di una rete internazionale senza interruzioni. Per questo, accanto al completamento delle opere, la Confederazione indica come priorità la disponibilità delle infrastrutture complementari, la certezza dei finanziamenti e un monitoraggio coordinato dell’intero sistema.

PSA Italy

Msc Crociere banner

AdSP Geonova

Italian Cruise Day

Assoporti 50anni

Agenzia Aldo Spadoni

AdSP Livorno

Toremar

Confindustria Toscana Costa

Tarros

Adria Shipping