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Focus su la riforma portuale: le semplificazioni e la governace

Focus su la riforma portuale: le semplificazioni e la governace

Il D.Lgs n. 169 del 4 agosto 2016, entrato in vigore il 15 settembre, ha dato il via alla riforma della portualità nazionale in particolare alla riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità portuali.

Sono partite nel frattempo le prime tre proposte per le presidenze delle Autorità di Sistema portuale, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha confermato i vertici delle Autorità portuali di Trieste, Ancona e Taranto, per il ruolo di presidente, "per il buon lavoro svolto", ha specificato Delrio.

Per l'AdSp del Mare Adriatico Orientale: Zeno D'Agostino, del Mare Adriatico Centrale (Ancona, Falconara, Pescara, Pesaro, San Benedetto del Tronto e Ortona) Rodolfo Giampieri e del Mar Ionio (Taranto) Sergio Prete. Adesso la palla passa ai presidenti delle rispettive Regioni. Debora Serracchiani, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, si è già espressa con entusismo rispetto alla nomina di Trieste. Nel caso in cui non arrivasse una risposta dal governatore regionale o non ci fosse un accordo, il decreto prevede che il ministro ha potere di conferma trascorsi 45 giorni dall'invio della lettera di nomina.

Il decreto tocca 2 punti principali: le semplificazioni e la riorganizzazione della governace

Le semplificazioni

Al posto degli attuali 113 procedimenti amministrativi svolti da 23 soggetti diversi, il decreto mira all’istituzione di 2 sportelli per abbassare i tempi di attesa: lo sportello unico doganale per il controllo sulla merce e lo sportello unico aministrativo, simile a quello istituito dai comuni per le Attività produttive, che si farà carico di tutti gli altri procedimenti e le altre attività produttive del porto non esclusivamente commerciali.

Riorganizzazione della governance

La nuova Autorità di Sistema portuale sarà un ente snello con il ruolo di decisore pubblico, istituzionale, strategico: indirizzare, programmare e coordinare il sistema dei porti della propria area di riferimento. Tra le loro funzioni, ci sarà anche quella di attrarre investimenti su i diversi scali e di fare da punto di raccordo con le amministrazioni pubbliche.

Sarà costituito da un Presidente che dovrà essere un manager con buone capacità politico sindacali scelto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti d’intesa con la Regione interessate dall’Autorità di sistema.

Si parla già che in futuro si dovrà pensare ad una scuola nazionale di specializzazione che formi le figure necessarie a guidare le Autorità di Sistema portuale;

Inoltre farà parte della nuova AdSp il Comitato di gestione, mentre va a sparire il Comitato portuale. Il presidente e i rappresentanti degli operatori e delle imprese confluiranno in enti con funzioni consultive, chiamati Organismi di partenariato della Risorsa Mare.

Si darà vita a una “Conferenza nazionale di coordinamento delle Autorità di Sistema Portuale” per garantire la coerenza con la strategia nazionale. Tale Conferenza, istituzionalizzata e presieduta dal Ministro, sarà il luogo per la stesura della programmazione nazionale, per la presa di decisioni strategiche e infrastrutturali e la definizione di un Piano regolatore portuale nazionale.

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