Golfo dei Poeti e Riviera di Levante, rivoluzione green e prospettive del trasporto via mare

Seminario promosso da Distretto Ligure delle Tecnologie Marine insieme a Promostudi e alla sezione spezzina di Atena, mercoledì 26 giugno, presso il Campus Universitario della Spezia.
Golfo Poeti

La Spezia – Qual è lo stato del trasporto via mare nel Golfo dei Poeti e nella Riviera di Levante? Che prospettive ci sono per il suo sviluppo? Come si possono incrementare i suoi numeri? Come può svoltare verso una vocazione sempre più green?

Sono queste le principali domande a cui risponderanno i relatori del seminario “Prospettive e sviluppo del trasporto via mare: la possibile rivoluzione verde per il Golfo e la Riviera”, in programma mercoledì 26 giugno alle 14.30 al Campus Universitario della Spezia (viale Fieschi 1, aula “Il Torrione”), a cui prenderanno parte rappresentanti delle istituzioni, progettisti e addetti ai lavori.

L’evento è organizzato da Distretto Ligure delle Tecnologie Marine insieme a Promostudi e alla sezione spezzina di Atena: un’occasione favorire il dialogo fra gli addetti ai lavori della Blue Economy, le istituzioni, l’università e la ricerca, fedele all’intento dei promotori far emergere idee, bisogni e tamponare le criticità, oltre che gettare le fondamenta per nuove soluzioni e buone pratiche.

“La spinta verso il green, nel rispetto degli obiettivi per la riduzione delle emissioni e in particolare della Co2, è evidente anche nel settore del trasporto marittimo: dall’elettrico all’idrogeno, i progetti e i prototipi si moltiplicano. È evidente un cambio di passo e di sensibilità, che va ora messo a sistema: per questo, riteniamo particolarmente importante il confronto fra le diverse parti attive che animano il comparto. È evidente che in una regione come la nostra, i margini di incremento dei servizi di trasporto marittimo siano ampi. Più che un convegno questo vuole essere un incontro di lavoro per esaminare , la situazione, i problemi e proporre le soluzioni: in tal modo sarà possibile evidenziare le criticità da risolvere a livello tecnico e normativo e analizzare le prospettive di miglioramento. Spezia può essere un modello di interesse nazionale” dichiara il presidente del Dltm Lorenzo Forcieri.

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“Il 2023 ha visto quasi 39 milioni di passeggeri scegliere il mare per gli spostamenti in ambito locale in Italia, con un incremento del 10% sul 2022 e del 3% sul 2019. Destinazioni come l’isola Palmaria, le Cinque Terre e San Fruttuoso vedono comunque un gran numero di passeggeri, quasi tutti turisti, usufruire del trasporto locale via mare. Gli sviluppi tecnologici riducono l’impatto ambientale di questa modalità di trasporto e la rendono compatibile con i delicati ambienti marini che caratterizzano le aree marine protette. Nell’ambito delle facoltà liguri di ingegneria navale e nautica sono state sviluppate soluzioni specifiche per le esigenze del territorio. Con questo convegno i promotori vogliono metterle a confronto, con l’obiettivo di contribuire alla diffusione, del trasporto locale via mare, che genera un impatto ambientale inferiore alle soluzioni trasporto via terra e soprattutto su strada” sottolinea l’ammiraglio Claudio Boccalatte, presidente di Atena La Spezia.

Il contributo del mondo universitario e della ricerca è cruciale, in questo ambito, per sviluppare specifiche tecniche progettuali che possano essere applicate ai mezzi di trasporto, con l’obiettivo di ridurre al minimo il loro impatto ambientale. Il Professor Marco Ferrando, Delegato del Rettore e Direttore del Campus universitario di La Spezia, sottolinea le attività portate avanti dall’Università.

“Il Campus universitario della Spezia è attivamente impegnato nel settore del trasporto passeggeri fin dal 2014, grazie all’ammiraglio Dino Nascetti, allora presidente di Promostudi. Con il supporto dell’amministrazione spezzina, Nascetti ha creato un consorzio di imprese e enti di ricerca, sia italiani che stranieri. I progetti SEABUS-PRO e SEABUS-NAV hanno permesso di competere a livello europeo nei Bandi Horizon 2020, attirando anche investitori privati interessati alla realizzazione del progetto. Questa vision accademica è ancora presente nei progetti degli studenti dei corsi di laurea triennale in ingegneria e design navale e nautico. Alcuni di questi progetti saranno presentati durante il convegno, insieme a ricerche mirate a individuare strategie per ridurre significativamente le emissioni di Co2 e promuovere la mobilità ecologica. Motori elettrici e sistemi ibridi sono affiancati all’uso di idrogeno e di fonti energetiche alternative. La progettazione degli interni dei traghetti mira a offrire livelli di comfort sempre più elevati ai passeggeri, mentre le configurazioni operative sono studiate per ridurre vibrazioni ed emissioni, rendendo possibile la navigazione in aree marine protette. Tuttavia, non si possono ignorare i limiti di fattibilità operativa ed economica, che spesso ostacolano l’implementazione di queste soluzioni”.

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Di cruciale importanza, come sottolineato da Ferrando, risulta quindi la collaborazione tra università, imprese e amministrazioni locali per sviluppare tecnologie innovative nel settore dei trasporti, che siano sostenibili e compatibili con le esigenze ambientali ed economiche.

Ad impreziosire il dibattito, un focus dedicato alle tesi di laurea che strizzano l’occhio alle tecnologie emergenti, quali le propulsioni ibride, e illustrano come il green non sia solo un manifesto, ma una via concreta convertita in specifiche tecniche progettuali.

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