Civitavecchia-Orte: Il completamento non ammette ritardi

di Gaudenzio Parenti

CIVITAVECCHIA - Pensata da più di quaranta anni, la Trasversale laziale di collegamento tra l’autostrada del Sole ed il Corridoio Tirrenico, la cui denominazione tecnica è S.S. 675, potrà collegare il porto di Civitavecchia all’area del centro Italia e al più strategico Corridoio Europeo 5. Opera imprescindibile per l’economia nazionale tanto da essere inserita nell’elenco delle infrastrutture strategiche dello Stato dalla “Legge Obiettivo” del 2001. Non solo, la Civitavecchia-Orte è anche individuata nella rete europea TEN-T quale itinerario di livello Comprehensive Network.
Ad oggi mancano da approvare solo gli ultimi 18 km che da Monte Romano vanno ad immettersi nella S.S. 1 Aurelia e quindi al porto di Civitavecchia.
BOCCIATURA DELLA COMMISSIONE
Nonostante i troppi “stop & go” amministrativi e le variazioni di finanziamenti regionali, statali ed europei, si era quasi giunti alla conclusione. Quasi, appunto. E’ stato infatti pubblicato in Conferenza dei servizi, da poco più di un mese, il parere negativo (N°2289) della Commissione ministeriale tecnica VIA del tracciato “corridoio di valle” nel tratto Monte Romano Est-Civitavecchia, proposto da ANAS per la sua migliore fattibilità in termini economici, ambientali e infrastrutturali.
Una bocciatura inaspettata che pesa come un macigno sull’intero progetto, con buona pace del ministro Delrio che, non più di un anno fa, aveva definito prioritario il completamento dell’arteria stradale, auspicandone la cantierabilità per il 2018.
Adesso il governo potrebbe approvare il tracciato proposto nonostante il parere negativo VIA, oppure si devono prendere in considerazione altri tracciati con nuovi iter amministrativi che allungheranno non poco le tempistiche per un'opera che ormai detiene il triste primato nazionale di grande incompiuta. Questa ipotesi spaventa molto gli stakeholders economici e portuali.
LAVORATORI, SINDACATI E ASSOCIAZIONI: UN FRONTE COMUNE.
La sensazione, nello scalo laziale, è che si stia perdendo l’ennesimo “treno” per lo sviluppo economico-strutturale a breve, medio e lungo termine. Un’occasione mancata per intercettare i nuovi traffici che vanno creandosi grazie alla ripresa dell’economia mondiale e un concreto pericolo di perdere, in un non lontano futuro, anche i traffici esistenti e per ora consolidati.
Per tali motivi, in questi giorni, un fronte compatto sta lanciando un grido di allarme che dal porto di Civitavecchia arriva ai palazzi governativi romani.
Lavoratori, sindacati e associazioni di categoria sono uniti nel ribadire l’importanza di un’opera infrastrutturale non più rinviabile. Da completare senza “se” e senza “ma”.
Enrico Luciani, presidente della Compagnia Portuale di Civitavecchia, non usa mezzi termini: <<Con questa bocciatura si rischia di mettere la parola fine al nostro porto. La Trasversale è un’infrastruttura che noi portuali attendiamo da anni, troppi anni. Siamo, fin da ora, disponibili ad andare dal ministro Delrio per cercare, insieme a tutte le forze in campo, di risolvere responsabilmente, ma con somma urgenza, questa delicata questione. Nessuno può più permettersi ulteriori ritardi>>.
Gli fa eco il presidente della sede cittadina di Unindustria, Stefano Cenci, e senza andare per il sottile aggiunge che << i ritardi, che si andranno a determinare, faranno sì che numerose imprese italiane ed estere escluderanno a priori il nostro territorio come loro potenziale sito produttivo. >>.
Dello stesso tenore anche i sindacati che, per bocca di Alfonso Astuti e Angelo Manicone rispettivamente responsabile regionale porti e funzionario con delega ai portuali marittimi della CGIL, affermano come questa infrastruttura sia di <<vitale importanza per le tante criticità e vertenze aperte sul territorio>>, e sottolineano come sia <<assolutamente impensabile e assurdo parlare di lavoro e sviluppo senza il completamento di questa opera>>.


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